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  • Scissione societaria: come separare immobili e attività d’impresa in neutralità fiscale

    Scissione societaria: lo strumento per separare gli immobili dal rischio d’impresa

    Molte imprese, soprattutto quelle a base familiare, si trovano nella condizione di avere concentrato in un’unica società sia il patrimonio immobiliare sia l’attività operativa. È una situazione che espone gli immobili al rischio d’impresa e complica la gestione e il passaggio generazionale. La scissione societaria è uno degli strumenti che consente di riorganizzare questo assetto.

    Cos’è la scissione

    La scissione è l’operazione societaria con cui una società trasferisce l’intero suo patrimonio, o una parte di esso, a una o più società beneficiarie — preesistenti o di nuova costituzione — con assegnazione delle relative quote o azioni ai soci della società scissa. È disciplinata dal codice civile sul piano societario e trova, sul piano fiscale, una specifica regolamentazione.

    Le forme: totale, parziale, proporzionale e non

    La scissione può assumere diverse configurazioni: totale, quando l’intero patrimonio viene trasferito e la società scissa si estingue; parziale, quando solo una parte del patrimonio viene trasferita e la scissa continua a esistere. Inoltre può essere proporzionale, quando ai soci sono assegnate quote delle beneficiarie in proporzione a quelle possedute nella scissa, o non proporzionale (asimmetrica), quando la ripartizione è diversa. Quest’ultima forma è particolarmente utile per separare i percorsi di soci con interessi divergenti, ad esempio nel passaggio generazionale.

    Il regime di neutralità fiscale

    Sul piano fiscale, la scissione gode di uno specifico regime di neutralità, disciplinato dall’art. 173 del TUIR (D.P.R. n. 917/1986): l’operazione non genera di per sé materia imponibile in capo alla società e ai soci, garantendo la continuità dei valori fiscalmente riconosciuti. La neutralità evita che una mera riorganizzazione produca un carico impositivo immediato. (Le condizioni e gli effetti del regime, anche in relazione alle diverse imposte, vanno verificati nel testo vigente e calibrati sull’operazione concreta.)

    L’uso tipico: separare gli immobili dall’attività

    Uno degli impieghi più diffusi della scissione è proprio la separazione del patrimonio immobiliare dall’attività operativa: gli immobili confluiscono in una società (spesso una società immobiliare o una holding), mentre l’attività d’impresa resta in un’altra. Il risultato è la protezione degli immobili rispetto ai rischi dell’attività operativa e una gestione più ordinata, utile anche in vista del passaggio generazionale.

    Il limite invalicabile: la sostanza economica e l’abuso del diritto

    Come per ogni riorganizzazione, vale un principio di fondo. La scissione deve rispondere a ragioni economiche reali — protezione, riorganizzazione, gestione — e non essere costruita al solo fine di ottenere un vantaggio fiscale indebito o di sottrarre beni ai creditori. Sul piano fiscale rileva la disciplina dell’abuso del diritto (art. 10-bis della legge n. 212/2000); sul piano civilistico, gli atti che pregiudicano i creditori dispongono di specifiche tutele. La solidità dell’operazione sta nella sua effettiva funzione riorganizzativa.

    Le domande più frequenti

    Posso separare gli immobili dall’azienda senza pagare imposte sulla plusvalenza? In regime di neutralità l’operazione non genera di per sé imposizione immediata, a condizione di rispettarne i presupposti.

    A cosa serve separare immobili e attività? A proteggere il patrimonio immobiliare dal rischio d’impresa e a ordinare la gestione e il passaggio generazionale.

    Posso farlo solo per risparmiare imposte? No: l’operazione deve avere sostanza economica, pena la contestazione per abuso del diritto.

    Cosa valutare

    • La composizione del patrimonio della società e gli obiettivi della riorganizzazione
    • La forma di scissione più adatta (totale o parziale, proporzionale o asimmetrica)
    • Il rispetto delle condizioni per la neutralità fiscale
    • La tutela dei creditori sociali
    • La sostanza economica dell’operazione, in chiave anti-abuso

    Conclusione

    Lo Studio Legale Contessa, con l’Avv. Mario Pio Contessa, assiste imprese, società e gruppi in tutta Italia nelle riorganizzazioni societarie, nelle scissioni e nella pianificazione patrimoniale e fiscale d’impresa, con particolare attenzione al territorio ferrarese — inclusi Terre del Reno, Cento, Pieve di Cento, Poggio Renatico — e all’area di Bologna e della pianura, inclusi San Giorgio di Piano, Funo di Argelato, Castel Maggiore e Galliera.