Categoria: Debito e Sovraindebitamento: Crisi

  • Meritevolezza nel sovraindebitamento: quando si può accedere alle procedure per uscire dai debiti

     

    Meritevolezza: la condizione che apre (o chiude) la porta alle procedure per uscire dai debiti.

    Chi vuole accedere alle procedure di sovraindebitamento per ridurre o azzerare i propri debiti si concentra spesso sui numeri. Ma prima ancora dei numeri, c’è un requisito che può aprire o precludere l’intero percorso: la meritevolezza del debitore. Capire cosa significa è essenziale per valutare realisticamente le proprie possibilità.

    Perché la meritevolezza è centrale

    Le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento previste dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019) — e, soprattutto, il beneficio finale dell’esdebitazione — presuppongono una valutazione della condotta del debitore. La logica è chiara: gli strumenti che consentono di ridurre o cancellare i debiti sono riservati a chi si è trovato in difficoltà senza aver agito in modo scorretto verso i creditori.

    Cosa esclude la meritevolezza

    In termini generali, la meritevolezza può essere esclusa in presenza di condotte come la determinazione o l’aggravamento del sovraindebitamento con dolo o colpa grave, il ricorso al credito in modo sproporzionato rispetto alle proprie capacità e senza ragionevole prospettiva di rimborso, o il compimento di atti in frode ai creditori. Non si tratta di un giudizio morale generico, ma della valutazione di comportamenti specifici in relazione alla genesi e alla gestione dell’indebitamento. (I presupposti e i confini della valutazione di meritevolezza sono oggetto di elaborazione giurisprudenziale e vanno verificati nel caso concreto e nel testo vigente.)

    Il ruolo della relazione dell’OCC

    La valutazione della condotta passa in modo determinante attraverso la relazione dell’Organismo di Composizione della Crisi, che ricostruisce le cause dell’indebitamento e la condotta del debitore. Una ricostruzione accurata e documentata della propria vicenda — che spieghi come e perché si è arrivati al sovraindebitamento — è quindi parte essenziale della preparazione della procedura.

    Un punto di equilibrio

    È bene chiarire, per non generare aspettative distorte in nessuna direzione: la meritevolezza non richiede una condotta perfetta, ma l’assenza di comportamenti gravemente scorretti verso i creditori. Molte situazioni di sovraindebitamento nascono da eventi incolpevoli — perdita del lavoro, malattia, crisi dell’attività — pienamente compatibili con l’accesso alle procedure. Ogni posizione va però valutata concretamente.

    Le domande più frequenti

    Se ho fatto tanti debiti posso comunque accedere? Dipende: conta come si è arrivati all’indebitamento, non solo la sua entità.

    Cosa mi esclude? Condotte come dolo o colpa grave nella genesi del debito, ricorso sproporzionato al credito, atti in frode ai creditori.

    Come si dimostra la meritevolezza? Attraverso la ricostruzione documentata della propria vicenda, valorizzata nella relazione dell’OCC.

    Cosa valutare

    • La genesi e le cause concrete del sovraindebitamento
    • L’eventuale presenza di condotte che possono escludere la meritevolezza
    • La documentazione utile a ricostruire la propria vicenda
    • La procedura più adatta alla situazione
    • La preparazione della relazione dell’OCC

    Conclusione

    Lo Studio Legale Contessa, con l’Avv. Mario Pio Contessa, assiste privati, famiglie e imprese in tutta Italia nelle procedure di sovraindebitamento, nell’esdebitazione e negli strumenti di regolazione della crisi, con particolare attenzione al territorio ferrarese — inclusi Terre del Reno, Cento, Pieve di Cento, Poggio Renatico — e all’area di Bologna e della pianura, inclusi San Giorgio di Piano, Funo di Argelato, Castel Maggiore, Galliera, Sasso Marconi, Crespellano, Bazzano, Calcara, Anzola dell’Emilia, Formigine, Modena, Pianoro, Casalecchio di Reno, San Lazzaro di Savena.

  • Bancarotta preferenziale: il rischio dei pagamenti fatti prima del fallimento

    Bancarotta preferenziale: quando pagare un creditore prima del fallimento diventa reato

    Nella fase che precede l’insolvenza, l’imprenditore in difficoltà è spesso tentato di pagare alcuni creditori — un fornitore strategico, una banca, talvolta sé stesso — a scapito di altri. È un comportamento che può sembrare comprensibile, ma che in caso di successiva liquidazione giudiziale può integrare la bancarotta preferenziale. Comprenderne i confini è essenziale.

    Cos’è la bancarotta preferenziale

    La bancarotta preferenziale è una figura della bancarotta fraudolenta. Storicamente prevista dall’art. 216 della legge fallimentare, è oggi trasfusa nell’art. 322 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019), con applicazione dell’una o dell’altra disciplina secondo il regime transitorio legato al momento di apertura della procedura. Punisce l’imprenditore che, prima della liquidazione giudiziale, esegue pagamenti o accorda preferenze a taluni creditori in violazione della par condicio creditorum, cioè del principio di parità di trattamento dei creditori, allo scopo di favorirli a danno degli altri.

    La differenza con la bancarotta distrattiva

    È importante distinguere la bancarotta preferenziale da quella distrattiva. Nella distrazione, i beni escono dal patrimonio dell’impresa a favore dell’imprenditore o di terzi, sottraendoli del tutto ai creditori. Nella preferenziale, invece, il pagamento avviene comunque a favore di un creditore reale, ma in violazione dell’ordine e della parità che dovrebbero governare il concorso. Le due fattispecie hanno struttura e trattamento diversi: la corretta qualificazione è centrale, anche in chiave difensiva.

    L’elemento soggettivo: il nodo della difesa

    Non ogni pagamento effettuato nella fase di crisi integra automaticamente il reato. Occorre la specifica direzione della condotta a favorire un creditore in danno degli altri, con la consapevolezza dello stato di dissesto. La difesa si gioca spesso proprio qui: distinguere il pagamento fisiologico, effettuato nella normale gestione e nella ragionevole prospettiva di continuità, dal pagamento preordinato a violare la par condicio nella consapevolezza dell’insolvenza. (La linea di confine e il ruolo dell’elemento soggettivo sono oggetto di consolidata elaborazione giurisprudenziale, da valutare nel caso concreto.)

    Perché riguarda da vicino l’impresa in crisi

    Il tema è particolarmente delicato per l’imprenditore che, nel tentativo di salvare l’azienda, continua a operare e a pagare in una fase di tensione finanziaria. È anche una ragione per cui l’accesso tempestivo agli strumenti di regolazione della crisi — che offrono un quadro ordinato e controllato dei pagamenti — può contribuire a prevenire contestazioni penali.

    Cosa valutare per la difesa

    • La qualificazione della condotta (preferenziale o distrattiva)
    • Il contesto in cui i pagamenti sono avvenuti e la loro natura
    • La reale consapevolezza dello stato di dissesto al momento del pagamento
    • La disciplina applicabile ratione temporis
    • Il coordinamento con l’eventuale accesso a strumenti di regolazione della crisi

    Conclusione

    Lo Studio Legale Contessa, con l’Avv. Mario Pio Contessa, assiste imprenditori, imprese, consorzi e società del settore edile in tutta Italia nella difesa relativa a bancarotta semplice e fraudolenta, reati tributari e responsabilità degli enti, con particolare attenzione all’area dell’Appennino bolognese — inclusi Alto Reno Terme, Lizzano in Belvedere, Gaggio Montano, Vergato — e modenese — inclusi Sestola, Fanano, Montese — e all’area di Bologna sud-est, inclusi San Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno, Pianoro e Ozzano dell’Emilia.

  • Sovraindebitamento: come bloccare pignoramenti ed esecuzioni con le procedure di legge

     

    Sovraindebitamento: come le procedure di legge possono fermare i pignoramenti

    Chi è sommerso dai debiti e subisce pignoramenti a ripetizione si chiede spesso se esista un modo per fermare le azioni dei creditori e riprendere fiato. Le procedure di sovraindebitamento previste dal Codice della crisi non servono solo a ridurre i debiti: possono anche incidere sulle esecuzioni in corso.

    Il problema: pignoramenti multipli e nessuna tregua

    Quando i creditori procedono singolarmente, il debitore si trova esposto a una molteplicità di pignoramenti — sullo stipendio, sul conto, sui beni — che rendono impossibile qualsiasi riorganizzazione della propria posizione. Le procedure di composizione della crisi introducono una logica diversa: quella di un trattamento ordinato e complessivo dell’indebitamento.

    Come le procedure incidono sulle esecuzioni

    Nell’ambito delle procedure di sovraindebitamento disciplinate dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019) — il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore, il concordato minore, la liquidazione controllata — è previsto che l’apertura della procedura, o l’adozione di specifiche misure, possa determinare la sospensione o l’improcedibilità delle azioni esecutive individuali dei creditori. La ratio è impedire che i singoli creditori, agendo separatamente, pregiudichino il trattamento ordinato e paritario dell’indebitamento. (I presupposti, i tempi e la portata della sospensione delle esecuzioni variano a seconda della procedura e vanno verificati nel testo vigente e nel caso concreto.)

    Non un espediente, ma un percorso serio

    È importante chiarire un punto, per non generare aspettative distorte: la sospensione delle esecuzioni non è un trucco per non pagare, ma l’effetto di un percorso serio, sottoposto al controllo del tribunale e all’assistenza di un Organismo di Composizione della Crisi, che richiede la meritevolezza del debitore e un trattamento equo dei creditori. È in questo quadro che il blocco delle azioni esecutive trova la sua giustificazione.

    Le domande più frequenti

    Le procedure fermano davvero i pignoramenti? A determinate condizioni, l’apertura della procedura o specifiche misure possono sospendere o rendere improcedibili le esecuzioni.

    Vale per tutti i debiti? Le procedure guardano all’indebitamento complessivo; l’effetto sulle esecuzioni si inserisce in questo trattamento d’insieme.

    Serve avere un patrimonio? No: esistono strumenti, come l’esdebitazione del debitore incapiente, pensati anche per chi non ha nulla da offrire.

    Cosa valutare

    • La consistenza complessiva dell’indebitamento e le esecuzioni in corso
    • La procedura più adatta alla propria situazione
    • I presupposti per la sospensione delle azioni esecutive
    • La meritevolezza della condotta
    • Il trattamento equo dei creditori nella proposta

    Conclusione

    Lo Studio Legale Contessa, con l’Avv. Mario Pio Contessa, assiste privati, famiglie e imprese in tutta Italia nelle procedure di sovraindebitamento, nella sospensione delle esecuzioni e nell’esdebitazione, con particolare attenzione all’area dell’Appennino bolognese — inclusi Alto Reno Terme, Lizzano in Belvedere, Gaggio Montano, Vergato — e modenese — inclusi Sestola, Fanano, Montese — e all’area di Bologna sud-est, inclusi San Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno, Pianoro e Ozzano dell’Emilia.


  • Composizione negoziata della crisi: come salvare l’impresa prima che sia tard

    Composizione negoziata: lo strumento per affrontare la crisi mantenendo il controllo dell’impresa

    Quando un’impresa entra in difficoltà, il tempo è la variabile decisiva: intervenire presto amplia le possibilità di risanamento. La composizione negoziata della crisi è lo strumento pensato proprio per questo — un percorso riservato che consente di trattare con i creditori senza perdere la gestione dell’azienda.

    Cos’è la composizione negoziata

    La composizione negoziata della crisi è disciplinata dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019). È un percorso volontario e riservato, al quale l’imprenditore accede tramite una piattaforma telematica nazionale, chiedendo la nomina di un esperto indipendente che lo affianca nelle trattative con i creditori per individuare una soluzione alla crisi.

    La sua caratteristica distintiva è che non comporta lo spossessamento: l’imprenditore mantiene la gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, sia pure con i doveri e le cautele previsti dalla legge durante le trattative.

    Il ruolo dell’esperto e le misure protettive

    L’esperto indipendente non decide al posto dell’imprenditore, ma agevola le trattative, verifica la concreta prospettiva di risanamento e assiste il confronto con banche, fornitori e altri creditori. Durante il percorso l’imprenditore può chiedere l’applicazione di misure protettive del patrimonio, che possono sospendere o impedire azioni esecutive e cautelari da parte dei creditori, così da condurre le trattative in un contesto stabile. (Presupposti, durata e disciplina delle misure protettive vanno verificati nel testo vigente, oggetto di interventi correttivi nel tempo.)

    Perché è particolarmente utile per l’impresa edile

    Il settore edile è esposto a crisi di liquidità dovute a ritardi nei pagamenti, blocco dei cantieri e insolvenze nella filiera. La composizione negoziata consente di affrontare queste situazioni prima che degenerino, salvaguardando la continuità aziendale, le commesse in corso e i rapporti con i committenti, e aprendo la strada a soluzioni concordate con banche e fornitori.

    Le domande più frequenti

    Perdo il controllo dell’azienda? No: mantieni la gestione dell’impresa, con i doveri previsti durante le trattative.

    I creditori possono aggredirmi durante le trattative? Con le misure protettive è possibile sospendere o impedire le azioni esecutive, alle condizioni di legge.

    È una procedura pubblica? No: è un percorso riservato, questo è uno dei suoi punti di forza.

    Cosa valutare

    • La tempestività dell’intervento rispetto ai primi segnali di crisi
    • La concreta prospettiva di risanamento dell’impresa
    • La situazione della liquidità e dei rapporti con banche e fornitori
    • L’opportunità di richiedere misure protettive del patrimonio
    • Il coordinamento con eventuali strumenti successivi previsti dal Codice

    Conclusione

    Lo Studio Legale Contessa, con l’Avv. Mario Pio Contessa, assiste imprese, imprenditori e professionisti in tutta Italia nella composizione negoziata della crisi, nel sovraindebitamento e negli strumenti di regolazione della crisi d’impresa, con particolare attenzione all’area di Bologna e della pianura — inclusi San Giorgio di Piano, Funo di Argelato, Castel Maggiore, Galliera — alla Valsamoggia e al primo modenese — inclusi Bazzano, Crespellano, Anzola dell’Emilia, Zola Predosa, Vignola, Spilamberto — e all’area di Ferrara, inclusi Poggio Renatico, Cento e Pieve di Cento.

     

  • Avvocato per debiti e sovraindebitamento: come uscire dai debiti con il Codice della crisi

    Debiti insostenibili: quali strumenti prevede la legge per uscirne davvero.

    Quando i debiti — verso banche, finanziarie o Fisco — superano la capacità di farvi fronte, molti pensano di non avere via d’uscita. L’ordinamento prevede invece strumenti precisi, sia stragiudiziali sia disciplinati dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, per ristrutturare o chiudere le posizioni debitorie. Questa guida li riepiloga.

    La via stragiudiziale: saldo e stralcio e transazione

    Prima delle procedure giudiziali, esiste spesso lo spazio per un accordo: il saldo e stralcio, con cui il creditore accetta una somma inferiore a chiusura della posizione, o una transazione dilazionata. È una strada praticabile soprattutto quando i crediti sono stati ceduti a società di recupero. Prima di firmare è però essenziale verificare chi sia l’effettivo titolare del credito e la correttezza degli importi.

    Gli strumenti del Codice della crisi per il sovraindebitamento

    Per chi non riesce a rientrare, il D.Lgs. n. 14/2019 prevede procedure dedicate:

    Il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore, per la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività d’impresa, che consente di proporre un pagamento sostenibile, in certi casi anche senza il voto dei creditori. Il concordato minore, riservato a imprenditori minori e professionisti, orientato alla continuità dell’attività. La liquidazione controllata, procedura liquidatoria che conduce comunque all’esdebitazione. E l’esdebitazione, anche del debitore incapiente, che consente al debitore meritevole di liberarsi dei debiti residui.

    La liquidazione giudiziale e gli strumenti per l’impresa

    Per l’impresa in crisi, accanto alla composizione negoziata e agli strumenti di ristrutturazione, il Codice disciplina la liquidazione giudiziale, che ha sostituito il vecchio fallimento. Anche in questo caso l’imprenditore persona fisica meritevole può accedere all’esdebitazione al termine della procedura.

    Le domande più frequenti

    Si possono ridurre anche i debiti con il Fisco? Nelle procedure di sovraindebitamento anche i debiti tributari possono essere ristrutturati, a condizioni di legge.

    Devo avere per forza un patrimonio da offrire? No: l’esdebitazione del debitore incapiente è pensata proprio per chi non ha nulla da offrire, a determinate condizioni e una sola volta.

    Posso continuare la mia attività? In alcuni strumenti, come il concordato minore, la continuità dell’attività è proprio l’obiettivo.

    Cosa valutare

    • La natura e la consistenza esatta dei debiti (bancari, fiscali, verso fornitori)
    • La qualificazione del debitore, per individuare lo strumento corretto
    • La sostenibilità della proposta rispetto all’alternativa liquidatoria
    • La meritevolezza della condotta
    • Le procedure esecutive in corso, che l’accesso alla procedura può sospendere

    Conclusione

    Lo Studio Legale Contessa, con l’Avv. Mario Pio Contessa, assiste privati, famiglie e imprese in tutta Italia nelle procedure di sovraindebitamento, liquidazione giudiziale, esdebitazione e nella gestione dei debiti bancari e fiscali, con particolare attenzione alla provincia di Bologna — inclusi Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Funo di Argelato, Galliera, Casalecchio di Reno, Zola Predosa — alla provincia di Modena — inclusi Spilamberto, Vignola, Ravarino, Valsamoggia, Savignano — e a Ferrara e provincia, inclusi Poggio Renatico e Cento.

  • Avvocato per cartelle, debiti e crisi d’impresa a Bologna, Modena e Ferrara — Studio Legale Contessa

    Studio Legale Contessa: assistenza legale in materia tributaria, bancaria, edilizia e di crisi d’impresa

    Lo Studio Legale Contessa, con sede a Bologna in Strada Maggiore 54, assiste privati, professionisti e imprese in tutta Italia — con particolare radicamento nelle province di Bologna, Modena e Ferrara — nelle controversie e nella consulenza in materia di diritto tributario, diritto bancario, diritto dell’edilizia, sovraindebitamento e crisi d’impresa, e penale d’impresa. Il riferimento è l’Avv. Mario Pio Contessa.

    Questa pagina riepiloga in modo chiaro le aree di attività dello Studio, per orientare chi cerca assistenza su un problema specifico.

    Diritto tributario e riscossione

    Lo Studio assiste contribuenti e imprese nelle controversie con l’Agenzia delle Entrate e con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione: impugnazione di avvisi di accertamento, opposizione a cartelle esattoriali e intimazioni di pagamento, contestazione di pignoramenti esattoriali (conto corrente, stipendio, TFR), fermi amministrativi, ipoteche esattoriali, verifica di prescrizione e vizi di notifica, rateizzazioni e definizioni della posizione debitoria. L’attività comprende la difesa dinanzi alle Corti di Giustizia Tributaria.

    Diritto bancario

    Nel diritto bancario lo Studio tratta il contenzioso e la consulenza in materia di anatocismo, usura, commissioni e interessi illegittimi, contestazione di fideiussioni bancarie, cessione e cartolarizzazione dei crediti, trattative e accordi di saldo e stralcio, frodi informatiche (phishing, vishing, spoofing) e operazioni di pagamento non autorizzate, segnalazioni in CRIF e in Centrale Rischi, estinzione anticipata dei finanziamenti.

    Diritto dell’edilizia e degli appalti

    Lo Studio assiste imprese, committenti, professionisti tecnici e consorzi nei contenziosi edilizi: vizi e difetti di costruzione, garanzia per gravi difetti, infiltrazioni e difformità, contratti di appalto pubblici e privati, mancato pagamento dei SAL, riserve, subappalto, abbandono del cantiere, responsabilità del direttore dei lavori. Rientra in questo ambito il ricorso all’accertamento tecnico preventivo (ATP) per cristallizzare lo stato dei luoghi prima del giudizio.

    Sovraindebitamento e crisi d’impresa

    Lo Studio assiste privati, famiglie e imprese nelle procedure previste dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata, esdebitazione — compresa quella del debitore incapiente — composizione negoziata della crisi e strumenti per la gestione dei debiti, anche fiscali, in situazioni di indebitamento non sostenibile.

    Penale d’impresa

    Nell’ambito del penale d’impresa lo Studio difende imprenditori, imprese, consorzi e società, con particolare esperienza nel settore edile, in relazione ai reati tributari (tra cui l’omessa dichiarazione e l’omesso versamento) e alla bancarotta, nelle sue forme semplice e fraudolenta, oltre ai profili di responsabilità degli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001 e alla predisposizione dei Modelli Organizzativi.

    Ambito territoriale

    Lo Studio opera in tutta Italia. Segue con particolare continuità la provincia di Bologna — inclusi Valsamoggia, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Castel San Pietro Terme, San Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno, Imola, Argelato — la provincia di Modena — inclusi Vignola, Castelvetro di Modena, Formigine, Maranello, Ravarino, Spilamberto— e la provincia di Ferrara — inclusi Cento, Argenta, Comacchio e l’intero territorio provinciale.

    Contatti

    Studio Legale Contessa — Avv. Mario Pio Contessa. Sede in Strada Maggiore 54, Bologna. Per informazioni e per fissare un appuntamento è possibile contattare lo Studio ai recapiti indicati nella pagina contatti del sito.

  • Concordato minore: lo strumento per l’imprenditore che vuole continuare l’attività

    Concordato minore: ristrutturare i debiti senza chiudere l’impresa

    Non tutti gli strumenti di gestione della crisi comportano la liquidazione del patrimonio. Per l’imprenditore che versa in sovraindebitamento ma vuole proseguire l’attività, il Codice della crisi prevede uno strumento specifico: il concordato minore.

    Chi può accedere al concordato minore

    Il concordato minore è disciplinato dagli artt. 74 e seguenti del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019). È riservato ai soggetti sovraindebitati diversi dal consumatore: in particolare l’imprenditore minore, l’imprenditore agricolo, il professionista e, più in generale, i debitori non assoggettabili alle procedure concorsuali maggiori. Il consumatore in senso stretto, invece, dispone di un diverso strumento, il piano di ristrutturazione dei debiti.

    La logica: privilegiare la continuità

    L’elemento qualificante è la vocazione alla continuità. Il concordato minore è concepito soprattutto per consentire la prosecuzione dell’attività, quando questa sia sostenibile e funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori. La proposta può prevedere la continuazione diretta dell’attività da parte del debitore, e in questa prospettiva assume rilievo la capacità del piano di generare risorse nel tempo.

    È previsto che la proposta possa contemplare la soddisfazione anche parziale e dilazionata dei crediti, secondo modalità sostenibili rispetto alle concrete capacità economiche del debitore e con le garanzie di legge per i creditori.

    Il ruolo dell’OCC e l’omologazione

    Anche in questo caso l’accesso passa attraverso un Organismo di Composizione della Crisi, che assiste il debitore nella predisposizione della proposta e del piano e redige una relazione. A differenza del piano del consumatore, il concordato minore prevede una fase di voto dei creditori: la proposta deve raggiungere le maggioranze di legge per essere approvata, salvo poi il vaglio di omologazione da parte del tribunale, cui compete la verifica di legalità e di fattibilità.

    L’obiettivo finale: l’esdebitazione

    Come per gli altri strumenti di composizione del sovraindebitamento, l’esito fisiologico, per il debitore persona fisica meritevole, è l’esdebitazione, ossia la liberazione dai debiti residui non soddisfatti al termine dell’esecuzione del concordato. È il traguardo che dà senso all’intero percorso: consentire una ripartenza effettiva.

    Cosa valutare prima di scegliere questo strumento

    • La qualificazione del debitore, per stabilire se il concordato minore è lo strumento corretto
    • La reale sostenibilità della prosecuzione dell’attività
    • La capacità del piano di offrire ai creditori una soddisfazione non inferiore all’alternativa liquidatoria
    • La meritevolezza della condotta del debitore
    • Le procedure esecutive pendenti, sulle quali l’accesso alla procedura è destinato a incidere

    Conclusione

    Lo Studio Legale Contessa, con l’Avv. Mario Pio Contessa, assiste imprenditori, professionisti e imprese in tutta Italia nelle procedure di sovraindebitamento, concordato minore, ristrutturazione dei debiti ed esdebitazione, con particolare attenzione alla provincia di Bologna — inclusi Valsamoggia, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Castel San Pietro Terme, San Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno, Imola — alla provincia di Modena — inclusi Vignola, Castelvetro di Modena, Formigine, Maranello, Ravarino — e alla provincia di Ferrara — inclusi Cento, Argenta, Comacchio e l’intero territorio provinciale.

  • Liquidazione controllata del sovraindebitato: come funziona e quando conviene

    Liquidazione controllata: la via per chiudere i debiti quando il piano non basta

    Non sempre il debitore sovraindebitato è in grado di proporre ai creditori un piano di rientro sostenibile. Quando il patrimonio e i redditi non consentono una ristrutturazione, il Codice della crisi offre un’altra via: la liquidazione controllata. È una procedura che, pur comportando la liquidazione dei beni, conduce all’obiettivo che più conta per il debitore: liberarsi dei debiti.

    Cos’è la liquidazione controllata

    La liquidazione controllata del sovraindebitato è disciplinata dagli artt. 268 e seguenti del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019). Ha sostituito la precedente liquidazione del patrimonio prevista dalla Legge n. 3/2012 e rappresenta lo strumento liquidatorio a disposizione dei soggetti non assoggettabili alle procedure concorsuali maggiori: consumatori, professionisti, piccoli imprenditori sotto le soglie, imprenditori agricoli.

    Come funziona la procedura

    Il debitore, con l’assistenza di un Organismo di Composizione della Crisi, presenta la domanda al tribunale. Se la domanda è ammissibile, il tribunale apre la procedura e nomina un liquidatore, che ha il compito di individuare, gestire e liquidare i beni che compongono il patrimonio del debitore, distribuendo il ricavato ai creditori secondo l’ordine delle cause di prelazione.

    La procedura ha una durata definita: la legge prevede che la liquidazione si svolga per un periodo determinato, al termine del quale si apre la strada all’esdebitazione. Non tutti i beni confluiscono nella liquidazione: sono esclusi, tra l’altro, i beni e i redditi necessari al mantenimento del debitore e della sua famiglia, secondo i limiti previsti dalla legge.

    Il vero obiettivo: l’esdebitazione

    L’aspetto più importante per chi affronta questa procedura è che la liquidazione controllata conduce all’esdebitazione, ossia alla cancellazione dei debiti residui non soddisfatti. Il debitore persona fisica, se meritevole, ottiene la liberazione dai debiti rimasti insoddisfatti al termine della procedura, potendo così ripartire senza il peso delle esposizioni pregresse.

    Il Codice della crisi ha valorizzato in modo particolare la funzione dell’esdebitazione, considerandola non un beneficio eccezionale ma il naturale approdo del sistema, in coerenza con il principio della cosiddetta seconda opportunità (fresh start) di matrice europea.

    Il requisito della meritevolezza

    L’accesso ai benefici presuppone la meritevolezza del debitore. La procedura non è accessibile a chi abbia determinato o aggravato la propria situazione debitoria con dolo o colpa grave, o abbia compiuto atti in frode ai creditori. La valutazione della condotta del debitore è quindi un profilo centrale, da esaminare con attenzione prima di intraprendere il percorso.

    Cosa valutare prima di scegliere questa strada

    • La reale consistenza del patrimonio e dei redditi disponibili
    • La sostenibilità di eventuali alternative, come il piano del consumatore o il concordato minore
    • La meritevolezza della condotta, decisiva ai fini dell’esdebitazione
    • La presenza di beni esclusi dalla liquidazione
    • Le procedure esecutive in corso, che l’apertura della liquidazione controllata è destinata a superare

    Conclusione

    Lo Studio Legale Contessa, con l’Avv. Mario Pio Contessa, assiste privati, famiglie e imprese in tutta Italia nelle procedure di sovraindebitamento, liquidazione controllata, esdebitazione e crisi d’impresa, con particolare attenzione alla provincia di Bologna — inclusi Valsamoggia, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Castel San Pietro Terme, San Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno, Imola — alla provincia di Modena — inclusi Vignola, Castelvetro di Modena, Formigine, Maranello, Ravarino — e alla provincia di Ferrara — inclusi Cento, Argenta, Comacchio e l’intero territorio provinciale.

     

  • Liquidazione giudiziale e composizione negoziata: gli strumenti per l’impresa in crisi

    Impresa in crisi: dalla composizione negoziata alla liquidazione giudiziale

    Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, il D.Lgs. n. 14/2019, ha riformato profondamente la materia, sostituendo la vecchia legge fallimentare e introducendo un approccio orientato alla prevenzione e alla gestione tempestiva della crisi. Per l’imprenditore in difficoltà conoscere gli strumenti disponibili è essenziale.

    Il cambio di prospettiva: dalla sanzione alla gestione

    La riforma ha superato la logica sanzionatoria del vecchio fallimento, oggi denominato liquidazione giudiziale, per privilegiare strumenti di emersione anticipata e di risanamento. L’obiettivo è intervenire quando la crisi è ancora reversibile, preservando per quanto possibile la continuità aziendale e i posti di lavoro.

    La composizione negoziata della crisi

    Tra gli strumenti più rilevanti vi è la composizione negoziata della crisi, un percorso volontario e riservato in cui l’imprenditore, assistito da un esperto indipendente nominato attraverso una piattaforma telematica, conduce trattative con i creditori per individuare una soluzione. La procedura non comporta lo spossessamento dell’imprenditore, che mantiene la gestione dell’impresa, e può prevedere misure protettive del patrimonio durante le trattative.

    Gli strumenti di regolazione della crisi

    Il Codice prevede diversi strumenti, tra cui gli accordi di ristrutturazione dei debiti e il concordato preventivo, che consentono all’impresa di ristrutturare la propria esposizione debitoria evitando la liquidazione, sulla base di un piano sottoposto al controllo del tribunale e, nei casi previsti, all’approvazione dei creditori.

    La liquidazione giudiziale

    Quando il risanamento non è possibile, lo strumento è la liquidazione giudiziale, che ha sostituito il fallimento. La procedura comporta lo spossessamento del debitore e la liquidazione del patrimonio a favore dei creditori, secondo l’ordine delle cause di prelazione. Anche in questo caso, tuttavia, l’imprenditore persona fisica può accedere all’esdebitazione, ottenendo la liberazione dai debiti residui al termine della procedura.

    L’importanza di agire tempestivamente

    Il Codice della crisi pone l’accento sui doveri dell’imprenditore di attivarsi tempestivamente al manifestarsi dei segnali di crisi e di dotarsi di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili idonei a rilevarla. Il ritardo nell’affrontare la crisi non solo riduce le possibilità di risanamento, ma può esporre gli amministratori a profili di responsabilità.

    Cosa valutare

    Per individuare lo strumento più adatto è necessario esaminare:

    • Lo stato della crisi e la sua reversibilità
    • La situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa
    • Le prospettive di continuità aziendale
    • La composizione del ceto creditorio
    • La tempestività dell’intervento rispetto ai segnali di crisi

    Conclusione

    Lo Studio Legale Contessa, con l’Avv. Mario Pio Contessa, assiste imprese, imprenditori e professionisti in tutta Italia nelle procedure di composizione negoziata, ristrutturazione dei debiti, liquidazione giudiziale ed esdebitazione, con particolare attenzione alla provincia di Bologna — inclusi Valsamoggia, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Castel San Pietro Terme, San Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno, Imola — alla provincia di Modena — inclusi Vignola, Castelvetro di Modena, Formigine, Maranello, Ravarino — e alla provincia di Ferrara — inclusi Cento, Argenta, Comacchio e l’intero territorio provinciale.

  • Sovraindebitamento del consumatore: come liberarsi dai debiti con il Codice della crisi

    Sovraindebitamento del consumatore: gli strumenti per liberarsi dai debiti

    Quando una persona o una famiglia si trova in una situazione di debito non più sostenibile, l’ordinamento offre strumenti concreti per uscirne. La materia, un tempo regolata dalla Legge n. 3/2012, è oggi disciplinata dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, il D.Lgs. n. 14/2019.

    Chi è il consumatore sovraindebitato

    Il Codice della crisi definisce il consumatore come la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta. Il sovraindebitamento è la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile, tale da rendere il debitore incapace di adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni.

    Il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore

    Lo strumento principale a disposizione del consumatore è il piano di ristrutturazione dei debiti, disciplinato dagli artt. 67 e seguenti del Codice della crisi. Il consumatore propone ai creditori un piano che prevede modalità e tempi di pagamento sostenibili rispetto alle proprie effettive capacità economiche, anche con una soddisfazione parziale dei crediti.

    La caratteristica peculiare di questa procedura è che il piano può essere omologato dal tribunale anche senza il voto favorevole dei creditori, quando ne ricorrono i presupposti di legge e il piano è ritenuto fattibile e meritevole.

    Il ruolo dell’OCC

    L’accesso alla procedura passa attraverso un Organismo di Composizione della Crisi, che nomina un gestore incaricato di assistere il debitore nella predisposizione del piano e di redigere una relazione sulla situazione economica e sulle cause dell’indebitamento. Il gestore svolge una funzione di garanzia anche nei confronti dei creditori.

    L’esdebitazione: liberarsi definitivamente dai debiti

    L’obiettivo finale di queste procedure è l’esdebitazione, ossia la liberazione del debitore dai debiti residui non soddisfatti. Il Codice della crisi prevede anche l’esdebitazione del debitore incapiente, una misura che consente, a determinate condizioni e una sola volta, di ottenere la liberazione dai debiti anche in assenza di patrimonio da offrire ai creditori.

    Cosa verificare prima di attivare la procedura

    Prima di intraprendere un percorso di sovraindebitamento è opportuno valutare:

    • La natura e l’esatta consistenza dei debiti
    • La situazione patrimoniale e reddituale complessiva
    • La meritevolezza della condotta del debitore, rilevante ai fini dell’accesso
    • La presenza di atti che potrebbero essere considerati in frode ai creditori
    • L’eventuale presenza di procedure esecutive in corso che possono essere sospese

    Conclusione

    Lo Studio Legale Contessa, con l’Avv. Mario Pio Contessa, assiste privati, famiglie e imprese in tutta Italia nelle procedure di sovraindebitamento, ristrutturazione dei debiti, esdebitazione e crisi d’impresa, con particolare attenzione alla provincia di Bologna — inclusi Valsamoggia, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Castel San Pietro Terme, San Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno, Imola — alla provincia di Modena — inclusi Vignola, Castelvetro di Modena, Formigine, Maranello, Ravarino — e alla provincia di Ferrara — inclusi Cento, Argenta, Comacchio e l’intero territorio provinciale.