Cassazione (Sez. Unite) e incarichi di Direzione di Struttura Complessa: quale giudice decide dopo la riforma 2022
Nel contenzioso che riguarda il conferimento di un incarico quinquennale di Direttore di Struttura Complessa in ASL (qui: Servizio di Veterinaria “AREA (…) le Sezioni Unite civili hanno chiarito un punto cruciale: la lite non è “da concorso pubblico”, e quindi non si sposta automaticamente davanti al giudice amministrativo.
In fatto
La controversia nasce da un avviso pubblico e dall’attribuzione dell’incarico di direzione a seguito di graduatoria della commissione; il giudizio era pendente davanti al Giudice del lavoro del Tribunale di Foggia e si è attivato un regolamento preventivo di giurisdizione.
In diritto
Ordinanza: Cass., Sez. Un. civ., ord. n. 4235/2026, pubbl. 25 febbraio 2026 (C.C. 16 dicembre 2025), R.G. 913/2025.
Le Sezioni Unite (richiamando Cass., Sez. Un., 20 febbraio 2026, n. 3868) affermano che “l’incarico di direzione di struttura sanitaria complessa non è conferito tramite un pubblico concorso”.
Conseguenza pratica immediata sul riparto di giurisdizione: non trova applicazione, per queste controversie, la regola delle “procedure concorsuali” ex art. 63, co. 4, d.lgs. 165/2001, e la cognizione resta al giudice ordinario (sezione lavoro).
Non è “concorso” in senso tecnico: il conferimento della direzione di struttura complessa è qualificato come attribuzione di funzione dirigenziale a tempo, rinnovabile e revocabile, che si innesta sul rapporto già esistente nel ruolo della dirigenza sanitaria.
Dopo la riforma (L. 118/2022), pur con una procedura più “vincolata” (graduatoria e scelta del primo), l’atto finale resta ricondotto alla sfera dei poteri del datore di lavoro pubblico-privatizzato (art. 5 d.lgs. 165/2001), con tutela davanti al giudice del lavoro.
Cosa significa per i Dirigenti di Struttura Complessa (e per chi aspira all’incarico)
Lo Studio Legale Contessa – Avv. Mario Pio Contessa assiste dirigenti (anche di struttura complessa) nelle controversie connesse a procedure di conferimento, esclusioni, punteggi, requisiti di ammissione e vizi della valutazione comparativa, impostando sin dall’inizio la strategia sul foro corretto (giudice ordinario/lavoro), per evitare improduttive eccezioni e dispersione di attività difensiva. (Il caso concreto va sempre verificato su atti e tempistiche.)
