Chi cerca un avvocato per un pignoramento conto corrente , a Bologna, di solito ha un problema molto concreto: un conto bloccato, un atto notificato da Agenzia delle entrate-Riscossione oppure il timore che stipendi, bonifici o incassi vengano assorbiti per soddisfare cartelle esattoriali non pagate. Nel 2026 la disciplina speciale della riscossione è confluita nel D.lgs. 24 marzo 2025, n. 33, che ha riordinato in un testo unico le regole prima contenute anche nell’art. 72-bis del D.P.R. n. 602/1973. In particolare, il testo unico richiama oggi l’art. 170 per il pignoramento dei crediti verso terzi, espressamente collegato al previgente art. 72-bis.
Pignoramento diretto: perché è così incisivo
La particolarità della procedura esattoriale è che il pignoramento presso terzi può essere attivato da AdER con uno strumento particolarmente rapido. Le informazioni ufficiali di Agenzia delle entrate-Riscossione ricordano che tra le procedure esecutive rientra anche il pignoramento dei conti correnti e che il pignoramento può colpire le somme depositate sul conto, con esclusione dell’ultimo stipendio o salario accreditato. Per il contribuente, questo significa che il problema va affrontato subito, non quando il conto è già inutilizzabile.
Quali somme possono essere toccate e quali no
Sul piano delle tutele, resta decisivo l’art. 545 c.p.c., che individua crediti impignorabili e limiti di pignorabilità. La norma tutela, tra l’altro, le somme dovute a titolo di pensione, prevedendo una fascia non pignorabile e stabilendo che la parte eccedente può essere colpita solo entro i limiti di legge. Inoltre, per i conti correnti, Agenzia delle entrate-Riscossione richiama espressamente l’esclusione dell’ultimo stipendio o salario accreditato. In pratica, quindi, non tutte le somme presenti sul conto sono automaticamente aggredibili nello stesso modo e la verifica della natura degli accrediti è spesso decisiva.
La svolta della Cassazione sui 60 giorni
Uno dei punti più delicati, anche nel 2026, riguarda la durata e l’estensione del vincolo. La Cassazione civile, sez. III, sentenza n. 28520 del 27 ottobre 2025, ha affermato che nel pignoramento speciale esattoriale il vincolo non si esaurisce necessariamente con il saldo esistente al momento della notifica, ma può estendersi anche alle somme che maturano entro il termine di 60 giorni, purché derivino da un rapporto già in essere. Per il debitore, questo rende ancora più urgente una valutazione immediata dell’atto ricevuto.
Quando il pignoramento può essere contestato
Sul piano difensivo, il primo controllo riguarda sempre la notifica. Se l’atto non è stato portato regolarmente a conoscenza del debitore, oppure presenta vizi rilevanti, la procedura può essere contestata. Una recente ordinanza della Cassazione, richiamata in commenti giuridici del 2026, ha ribadito l’importanza della notificazione dell’atto anche al debitore, non solo al terzo. A ciò si aggiungono i classici profili di verifica: cartella prescritta, debito già pagato, ruolo errato, sgravio intervenuto, limiti di pignorabilità violati o somme assistite da particolari tutele.
Le alternative: rateizzazione, sospensione, definizione agevolata
Quando il debito non è contestabile in radice, esistono comunque rimedi che possono cambiare la strategia. La rateizzazione resta uno strumento centrale, perché può consentire di gestire il carico senza lasciare il contribuente esposto alle forme più invasive della riscossione. Inoltre, nel 2026 è aperta la Rottamazione-quinquies per i carichi affidati dal 2000 al 2023, con domanda da presentare entro il 30 aprile 2026. Per chi ha il conto pignorato o teme un imminente blocco, la verifica della definibilità del carico e della sostenibilità del piano di pagamento diventa essenziale.
Perché il controllo immediato degli atti fa la differenza
Chi riceve un atto di pignoramento del conto corrente tende spesso a commettere due errori: ignorare la comunicazione oppure limitarsi a guardare il saldo disponibile in banca. Nel sistema della riscossione, invece, bisogna verificare subito titolo esecutivo, notifiche, natura delle somme accreditate, limiti di pignorabilità, prescrizione, eventuali sospensioni e possibilità di definizione del debito. È proprio questa analisi preliminare che permette di capire se il caso richieda opposizione, istanza di sospensione, rateizzazione o altra strategia.
Lo Studio Legale Contessa – Avv. Mario Pio Contessa, con sede in Bologna, assiste contribuenti, professionisti e imprese nelle questioni relative a pignoramento del conto corrente, cartelle esattoriali, fermi amministrativi, rateizzazioni e definizioni agevolate, con esame del caso concreto e della documentazione disponibile.
