Cosa può pignorare l’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel 2026: conto, stipendio, pensione, auto e immobili

Ricevere un atto dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (cartella, intimazione, preavviso di fermo, ipoteca, pignoramento) fa scattare subito la stessa domanda: “cosa possono prendermi davvero?”.
La risposta, nel 2026, è netta: AdER può agire in modo incisivo, ma non può fare “tutto”. Esistono limiti di legge, quote impignorabili, e soprattutto rimedi tempestivi che spesso cambiano l’esito della vicenda.

Di seguito una guida chiara, pratica e aggiornata per capire cosa è pignorabile, cosa è protetto, e cosa fare subito.

1) Conto corrente pignorato: la “trappola” dei 60 giorni

Il pignoramento del conto corrente è oggi uno degli strumenti più usati, perché è rapido ed efficace. Quando la banca riceve l’atto di pignoramento “esattoriale”, blocca le somme fino a concorrenza del debito e segue le regole del pignoramento presso terzi.

Nel 2025 la Cassazione ha affrontato un punto delicatissimo: se il conto è vuoto o in rosso, il vincolo può “agganciare” anche accrediti successivi nel periodo di legge (tema dei 60 giorni). Questo rende decisivo intervenire immediatamente, perché anche uno stipendio o un bonifico in arrivo può restare vincolato.

Cosa fare subito (operativo):

chiedere copia integrale degli atti e del dettaglio dei carichi (cartelle/ruoli);

verificare notifiche, prescrizioni, decadenze, pagamenti già effettuati;

valutare rateizzazione (spesso è la via più rapida per congelare l’escalation) o ricorso, se ci sono vizi.

2) Stipendio: quanto possono trattenere

Se il pignoramento colpisce lo stipendio “alla fonte” (datore di lavoro), si applicano percentuali e limiti stabiliti dalla normativa e dalle regole generali del codice di rito.

In sintesi:

per molti crediti, la trattenuta si muove entro quote predeterminate (non è “tutto lo stipendio”);

in presenza di più trattenute (ad esempio cessione del quinto + pignoramento), bisogna controllare cumulo e capienza.

Qui l’errore più comune è rassegnarsi alla trattenuta senza verificare se:

la procedura è partita su atti correttamente notificati,

l’importo è corretto,

la trattenuta sta superando i limiti applicabili.

3) Pensione: esiste una soglia “protetta”

La pensione non è “intoccabile”, ma la legge tutela un minimo e consente il pignoramento solo oltre certe soglie e con modalità precise. Le regole si intrecciano con l’art. 545 c.p.c. (limiti di pignorabilità) e con il sistema della riscossione.

Attenzione pratica: quando la pensione arriva sul conto, cambia molto se il pignoramento colpisce l’ente pagatore oppure la banca. È uno dei punti in cui si vincono (o perdono) i casi.

4) Auto e fermo amministrativo: non è pignoramento, ma blocca la vita

Molti contribuenti confondono:

fermo amministrativo (vincolo al PRA: non circoli, non vendi, non rottami facilmente),

pignoramento (espropriazione vera e propria).

Il fermo spesso è preceduto da un preavviso: quello è il momento in cui conviene agire, perché si può:

rateizzare,

contestare vizi,

chiedere sospensione se il carico è illegittimo.

5) Immobili: “prima casa” e limiti AdER

Sulla casa bisogna essere chirurgici: esiste una tutela specifica per l’abitazione principale solo al ricorrere di precisi requisiti (in estrema sintesi: unico immobile, residenza, non di lusso). La disciplina nasce nel perimetro del DPR 602/1973, come modificato, ed è oggetto di costante attenzione in giurisprudenza.

Due punti chiave (pratici):

anche quando la “prima casa” non è aggredibile, AdER può comunque usare altri strumenti (conto, stipendi, crediti verso terzi);

se esistono altri immobili, la tutela cambia radicalmente.

6) Crediti verso terzi: clienti, canoni, rimborsi, fatture

AdER può colpire crediti che il contribuente vanta verso terzi: clienti, committenti, canoni di locazione, rimborsi. In contesti professionali/aziendali è spesso la leva più “dolorosa”, perché incide sui flussi di cassa.

Qui conta una verifica formale decisiva: l’atto deve essere specifico e correttamente costruito. La Cassazione, con la sentenza n. 26519/2017, ha chiarito profili importanti sulla natura e sui requisiti dell’atto di pignoramento presso terzi in ambito esattoriale.

Cosa fare subito se temi (o hai già) un pignoramento AdER

Non agire “a istinto” (spostare soldi, chiudere conti, fare operazioni improvvisate): spesso peggiora la posizione.

Ricostruire il fascicolo: cartelle, intimazioni, relate, estratto, date esatte.

Se ci sono vizi o prescrizioni, agire nei termini (non dopo).

Se il debito è reale ma ingestibile, scegliere la strada più rapida: rateizzazione, definizioni applicabili, o piani strutturati (quando sostenibili).

Proteggere il minimo vitale e prevenire blocchi “a catena” (conto + stipendio + crediti).

Chiedi una valutazione mirata

Se hai ricevuto intimazione di pagamento, preavviso di fermo, ipoteca, pignoramento del conto, oppure temi un’azione imminente, il punto non è “fare guerra”: è impedire che l’esecuzione parta (o si allarghi) senza controlli.

Studio Legale Contessa – Avv. Mario Pio Contessa
Strada Maggiore 54, 40125

© 2024 Avv. Mario Pio Contessa

P.I.: 04013761202

logo-footer