Fusione societaria: come unire due imprese senza sottovalutare i rischi fiscali e patrimoniali

La fusione societaria può rappresentare uno strumento di riorganizzazione per imprese che desiderano integrare attività, semplificare la struttura di un gruppo o razionalizzare costi e gestione.

Tuttavia, unire due società non significa soltanto modificare l’assetto organizzativo.

Occorre valutare i rapporti con i soci, i creditori, gli istituti bancari e l’Amministrazione finanziaria.

Fusione per incorporazione o costituzione di una nuova società

La fusione può avvenire mediante incorporazione di una società in un’altra oppure attraverso la costituzione di una nuova società.

L’operazione richiede un procedimento disciplinato dal codice civile e deve essere valutata anche rispetto ai contratti in essere, alle garanzie e alle posizioni debitorie.

Particolare attenzione meritano i rapporti bancari, le fideiussioni e gli impegni contrattuali assunti dalle società partecipanti.

Il regime di neutralità fiscale

L’art. 172 del TUIR disciplina il trattamento fiscale delle fusioni.

Il principio generale è quello della neutralità: la fusione non comporta, di per sé, il realizzo o la distribuzione delle plusvalenze e minusvalenze relative ai beni delle società coinvolte.

Ciò non significa che l’operazione sia priva di conseguenze fiscali o che ogni valore possa essere liberamente rivalutato senza imposizione.

È necessario rispettare le regole di continuità dei valori fiscalmente riconosciuti e gli specifici adempimenti previsti dalla disciplina applicabile.

Che cosa accade alle perdite fiscali pregresse?

La possibilità di utilizzare le perdite fiscali delle società partecipanti alla fusione è sottoposta a una disciplina specifica, oggetto di importanti modifiche normative anche negli ultimi anni.

Occorre verificare l’origine delle perdite, le caratteristiche delle società e i requisiti previsti per il loro utilizzo.

L’analisi deve essere effettuata sul testo normativo applicabile alla concreta operazione, considerando anche le modifiche introdotte nel 2026.

I creditori possono opporsi alla fusione?

Il codice civile prevede specifiche forme di tutela dei creditori e, ricorrendone i presupposti, la possibilità di opporsi all’operazione.

La fusione deve pertanto essere pianificata considerando non soltanto l’obiettivo societario, ma anche le posizioni debitorie esistenti, le garanzie e gli eventuali contenziosi.

Una riorganizzazione fiscalmente neutrale non è necessariamente priva di rischi civilistici o finanziari.

Domande frequenti

La fusione comporta automaticamente il pagamento delle imposte sulle plusvalenze? No. La disciplina generale prevede la neutralità fiscale, nel rispetto delle condizioni di legge.

Posso utilizzare le perdite fiscali della società incorporata? Dipende dai requisiti normativi applicabili e dalle caratteristiche dell’operazione.

È necessario valutare i debiti prima della fusione? Sì. La ricostruzione delle passività e delle garanzie è una parte essenziale della pianificazione.

Assistenza nelle operazioni societarie

Lo Studio Legale Contessa di Bologna assiste imprese e società nelle questioni societarie, fiscali e contrattuali connesse alle operazioni di riorganizzazione.

L’attività riguarda anche imprese di Modena, Formigine, Baggiovara, Castelnuovo Rangone e Ravarino.

Prima di procedere a una fusione societaria, è opportuno verificare la struttura dell’operazione, i rapporti con i creditori e le conseguenze fiscali e patrimoniali.

Avv. Mario Pio Contessa – Studio Legale Contessa, Bologna.

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