Mese: Maggio 2026

  • Vizi di costruzione: responsabilità dell’impresa e garanzie per il committente

    Difetti nell’immobile: quando è responsabile chi ha costruito

    Acquistare un immobile di nuova costruzione o commissionare lavori di ristrutturazione non garantisce automaticamente l’assenza di problemi. Umidità, crepe, infiltrazioni, cedimenti strutturali: quando questi fenomeni emergono a distanza di mesi o anni dalla consegna, la domanda è sempre la stessa — chi ne risponde?

    La garanzia per gravi difetti: l’art. 1669 c.c.

    Il principale strumento di tutela è l’art. 1669 del Codice Civile, che prevede la responsabilità dell’appaltatore — e secondo la giurisprudenza anche del costruttore-venditore — per i gravi difetti di costruzione che si manifestano entro dieci anni dal compimento dell’opera.

    La norma tutela non solo il committente diretto, ma anche i successivi acquirenti dell’immobile. La Corte di Cassazione ha più volte ribadito che i “gravi difetti” non si limitano ai vizi che compromettono la stabilità dell’edificio, ma includono anche quelli che incidono in modo apprezzabile sulla funzionalità e sul godimento dell’immobile: infiltrazioni ricorrenti, problemi di impermeabilizzazione, difetti degli impianti, carenze di isolamento termico e acustico.

    I termini da non perdere mai

    La tutela ex art. 1669 c.c. è soggetta a termini precisi e tassativi:

    • Il difetto deve manifestarsi entro 10 anni dal compimento dell’opera
    • Il committente o acquirente deve denunciare il vizio entro 1 anno dalla scoperta
    • L’azione giudiziaria deve essere proposta entro 1 anno dalla denuncia

    Il mancato rispetto di questi termini comporta la decadenza dal diritto, indipendentemente dalla gravità del vizio. Agire tempestivamente non appena ci si accorge del problema è quindi essenziale.

    La polizza postuma decennale: uno strumento spesso ignorato

    Per gli immobili di nuova costruzione ceduti a terzi, il D.Lgs. n. 122/2005 prevede l’obbligo per il costruttore di consegnare all’acquirente, al momento del rogito, una polizza assicurativa indennitaria decennale a copertura dei danni derivanti da rovina o gravi difetti costruttivi.

    In molti casi questa polizza non viene consegnata o viene consegnata in forma non conforme. La mancata consegna costituisce inadempimento contrattuale del costruttore e può essere autonomamente contestata in giudizio.

    Prima di agire: documentare è fondamentale

    Prima di qualsiasi azione legale è essenziale costruire un dossier solido:

    • Fotografie datate dello stato dei luoghi nel momento in cui il vizio si manifesta
    • Perizia tecnica di parte affidata a un professionista abilitato per identificare la causa del difetto
    • Raccolta di tutta la documentazione contrattuale: contratto di appalto o preliminare, capitolato, eventuali varianti, verbali di consegna
    • Valutazione dell’opportunità di ricorrere all’Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) ex art. 696 c.p.c., che consente di cristallizzare lo stato dei luoghi in sede giudiziale prima dell’inizio del processo di merito

    La tempestiva documentazione dei vizi è spesso determinante nell’esito del contenzioso, soprattutto quando il costruttore attribuisce i difetti a cause esterne o alla manutenzione.

    Lo Studio Legale Contessa, con l’Avv. Mario Pio Contessa, assiste privati, imprese e operatori immobiliari in tutta Italia nelle controversie relative a vizi costruttivi, garanzia decennale, appalti edilizi e responsabilità del costruttore, con particolare attenzione alla provincia di Bologna — inclusi Valsamoggia, Funo di Argelato, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Castel San Pietro — a Modena — inclusi Castelvetro, Vignola, Maranello, Formigine — e a Ferrara e provincia.

  • Conto corrente svuotato da phishing: quando la banca deve rimborsare

     Phishing e home banking: la banca risponde se non ha protetto il cliente

    Le frodi informatiche legate ai servizi di home banking sono in costante aumento. Phishing via email, smishing via SMS, vishing telefonico: le tecniche cambiano ma il risultato è spesso lo stesso — il conto corrente del cliente viene svuotato in pochi minuti. La domanda che molti si pongono è se la banca possa essere chiamata a rispondere di queste perdite.

    Il quadro normativo di riferimento

    La disciplina dei servizi di pagamento in Italia è regolata dal D.Lgs. n. 11/2010, che ha recepito la direttiva PSD, successivamente aggiornata con il D.Lgs. n. 218/2017 in attuazione della PSD2. Questa normativa stabilisce una ripartizione precisa delle responsabilità tra banca e cliente.

    Il principio di base è che il prestatore del servizio di pagamento risponde delle operazioni non autorizzate, salvo che non dimostri che l’utente ha agito con dolo o colpa grave. Non è il cliente a dover provare di non aver autorizzato l’operazione: è la banca a dover dimostrare che l’operazione era autenticata correttamente.

    Quando si configura la colpa grave del cliente

    Il tema della colpa grave è centrale nel contenzioso su phishing e frodi. La giurisprudenza ha chiarito che non ogni comportamento imprudente integra colpa grave:

    Cliccare su un link ricevuto via SMS apparentemente proveniente dalla propria banca, in un contesto di smishing sofisticato, non è automaticamente colpa grave. Rispondere a una telefonata in cui un soggetto si finge operatore bancario e chiede un codice OTP può non integrare colpa grave se la truffa era particolarmente elaborata. La colpa grave richiede una negligenza qualificata, non la semplice ingenuità del cliente medio.

    Ogni caso va valutato concretamente, anche in relazione alle circostanze della truffa e alle informazioni preventive fornite dalla banca al cliente.

    Gli obblighi della banca che spesso vengono sottovalutati

    La normativa PSD2 ha introdotto l’obbligo di autenticazione forte del cliente (Strong Customer Authentication), che richiede l’utilizzo di almeno due fattori indipendenti tra conoscenza, possesso e inerenza. Se la banca non ha implementato correttamente questi sistemi, o se il sistema di sicurezza adottato presentava vulnerabilità, questo è un elemento rilevante nella valutazione della sua responsabilità.

    Va esaminata anche la tempestività con cui la banca ha rilevato l’anomalia e avrebbe potuto bloccare le operazioni sospette.

    Cosa fare subito dopo una frode bancaria

    • Sporgere denuncia/querela alle autorità competenti entro tempi brevi
    • Notificare la contestazione alla banca per iscritto, documentando tutto
    • Conservare screenshot, SMS, email e qualsiasi comunicazione ricevuta
    • Richiedere alla banca copia del log delle operazioni contestate
    • Valutare il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), strumento stragiudiziale gratuito ed efficace in molti casi di frode informatica

    Lo Studio Legale Contessa, con l’Avv. Mario Pio Contessa, assiste clienti e imprese in tutta Italia nelle controversie relative a phishing bancario, frodi informatiche, operazioni non autorizzate e tutela del consumatore nei servizi di pagamento, con particolare attenzione alla provincia di Bologna — inclusi Valsamoggia, Funo di Argelato, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Castel San Pietro — a Modena — inclusi Castelvetro, Vignola, Maranello, Formigine — e a Ferrara e provincia.

  • Pignoramento conto corrente Agenzia Entrate-Riscossione: cosa fare subito

    Il conto corrente bloccato dall’esattore: verifiche urgenti sulla procedura

    Il pignoramento del conto corrente da parte di Agenzia Entrate-Riscossione è uno degli atti esecutivi più impattanti per privati, professionisti e imprese. Arriva spesso senza preavviso diretto, bloccando liquidità necessaria all’attività quotidiana. Eppure, non sempre la procedura è corretta e inattaccabile.

    Come funziona il pignoramento presso terzi esattoriale

    Agenzia Entrate-Riscossione può procedere al blocco del conto corrente attraverso il pignoramento presso terzi, disciplinato dall’art. 72-bis del D.P.R. n. 602/1973. La procedura prevede che l’ente notifichi l’atto di pignoramento direttamente alla banca, che è tenuta a bloccare le somme presenti fino a concorrenza del debito indicato.

    A differenza del pignoramento ordinario, non è necessario l’intervento preventivo del giudice: l’esattore agisce in via amministrativa, con tempi molto più rapidi. Questo rende il blocco del conto particolarmente insidioso.

    Il presupposto fondamentale: le cartelle devono essere state notificate

    Prima che si arrivi al pignoramento, devono esistere cartelle esattoriali o intimazioni di pagamento ritualmente notificate al contribuente. È questo il punto più critico da verificare.

    Se le cartelle presupposte non sono state notificate correttamente — o non sono state notificate affatto — l’intero impianto esecutivo può essere contestato. La giurisprudenza è consolidata nel ritenere che il vizio di notifica della cartella si ripercuota sulla validità degli atti successivi, compreso il pignoramento.

    I limiti di pignorabilità che spesso vengono ignorati

    Non tutte le somme presenti sul conto sono liberamente pignorabili. La legge prevede limiti specifici:

    Se sul conto affluisce lo stipendio o la pensione, le somme già accreditate sono pignorabili solo per la parte eccedente il triplo dell’assegno sociale, ai sensi dell’art. 72-ter del D.P.R. n. 602/1973. Le somme di natura assistenziale o previdenziale godono di protezioni ulteriori. Per i conti intestati a imprese individuali o società la valutazione può essere diversa.

    Cosa verificare subito

    In presenza di un blocco del conto è fondamentale agire tempestivamente, controllando:

    • Se tutte le cartelle presupposte risultano regolarmente notificate
    • Se i termini di prescrizione del credito erano già maturati prima dell’atto esecutivo
    • Se erano in corso rateizzazioni attive o sospensioni che avrebbero dovuto impedire l’azione esecutiva
    • Se gli importi pignorati rispettano i limiti di legge in relazione alla natura delle somme sul conto
    • Se l’intimazione di pagamento — atto che deve precedere il pignoramento — è stata correttamente notificata

    I rimedi disponibili

    A seconda del vizio riscontrato, gli strumenti a disposizione vanno dall’opposizione agli atti esecutivi davanti al giudice ordinario, alla richiesta di sospensione in autotutela, fino al ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria per i vizi relativi alle cartelle presupposte. I termini per agire sono spesso brevi: intervenire rapidamente è essenziale.

    Lo Studio Legale Contessa, con l’Avv. Mario Pio Contessa, assiste privati e imprese in tutta Italia nelle controversie relative a pignoramenti esattoriali, cartelle di pagamento, conti correnti bloccati e procedure Agenzia Entrate-Riscossione, con particolare attenzione alla provincia di Bologna — inclusi Valsamoggia, Funo di Argelato, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Castel San Pietro — a Modena — inclusi Castelvetro, Vignola, Maranello, Formigine — e a Ferrara e provincia.

  • Muffa e infiltrazioni nell’appartamento nuovo: quando può esserci responsabilità dell’impresa

    Slug
    muffa-infiltrazioni-appartamento-nuovo

    Meta description
    Muffa, infiltrazioni e problemi negli appartamenti di nuova costruzione: attenzione ai vizi costruttivi e alle garanzie applicabili.

    Titolo
    Infiltrazioni e muffa negli immobili nuovi: non si tratta sempre di semplice manutenzione

    Corpo breve
    Negli immobili di nuova costruzione le problematiche legate a muffa, infiltrazioni, condensa o umidità vengono spesso sottovalutate o ricondotte alla gestione ordinaria dell’immobile.

    In alcuni casi, tuttavia, tali fenomeni possono essere collegati a difetti costruttivi, errori esecutivi o carenze progettuali, con possibili profili di responsabilità a carico dell’impresa o degli altri soggetti coinvolti nella realizzazione dell’opera.

    Prima di intervenire è generalmente utile:

    • documentare lo stato dei luoghi;
    • verificare la provenienza del problema;
    • controllare garanzie e polizze applicabili;
    • ricostruire contratti, capitolati e documentazione tecnica dell’intervento.

    Conclusione
    Lo Studio Legale Contessa assiste privati, imprese e professionisti in tutta Italia nelle controversie relative a vizi costruttivi, infiltrazioni, appalti edilizi, postuma decennale e responsabilità tecniche nel settore immobiliare, con particolare attenzione alla provincia di Bologna — inclusi Valsamoggia, Funo di Argelato/Funo, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Castel San Pietro — a Modena — inclusi Modena, Castelvetro, Vignola, Maranello, Formigine — e a Ferrara e provincia.

  • Debito ceduto a società sconosciuta: cosa verificare prima di pagare


    Credito ceduto a un’altra società: il debitore può chiedere documentazione


    Nel recupero dei crediti bancari è frequente che il debitore riceva richieste di pagamento da società diverse dalla banca originaria, a seguito di operazioni di cessione o cartolarizzazione del credito.

    In queste situazioni è generalmente opportuno verificare:

    • la provenienza del credito;
    • la documentazione relativa alla cessione;
    • gli importi richiesti;
    • gli interessi applicati;
    • l’effettiva legittimazione del soggetto che richiede il pagamento.

    La verifica documentale può assumere rilievo anche nelle trattative di saldo e stralcio o nei casi di fideiussioni bancarie contestate.


    Lo Studio Legale Contessa assiste clienti e imprese in tutta Italia nelle controversie relative a cessione del credito bancario, cartolarizzazione, recupero crediti, saldo e stralcio e fideiussioni bancarie, con particolare attenzione alla provincia di Bologna — inclusi Valsamoggia, Funo di Argelato/Funo, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Castel San Pietro — a Modena — inclusi Modena, Castelvetro, Vignola, Maranello, Formigine — e a Ferrara e provincia.

  • Auto con fermo amministrativo: si può usare o si rischia il sequestro?


    Fermo amministrativo sull’auto: attenzione all’utilizzo del veicolo


    Molti contribuenti scoprono l’esistenza di un fermo amministrativo soltanto al momento della vendita del veicolo, della revisione o a seguito di controlli stradali.

    Il fermo disposto da Agenzia Entrate-Riscossione incide infatti sulla possibilità di utilizzare e trasferire il mezzo, con conseguenze che possono creare problemi anche sotto il profilo lavorativo e assicurativo, soprattutto quando il veicolo viene utilizzato per attività professionali o aziendali.

    In presenza di un preavviso di fermo o di un fermo già iscritto, può essere opportuno verificare:

    • la regolarità delle notifiche;
    • la posizione debitoria;
    • eventuali rateizzazioni;
    • la natura strumentale del veicolo;
    • la correttezza della procedura seguita.


    Lo Studio Legale Contessa assiste contribuenti e imprese in tutta Italia nelle questioni relative a fermo amministrativo, cartelle esattoriali, pignoramenti e procedure Agenzia Entrate-Riscossione, con particolare attenzione alla provincia di Bologna — inclusi Valsamoggia, Funo di Argelato/Funo, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Castel San Pietro — a Modena — inclusi Modena, Castelvetro, Vignola, Maranello, Formigine — e a Ferrara e provincia.

  • Comprare casa senza agibilità: quali verifiche fare prima del rogito


    Casa senza agibilità: attenzione alla documentazione urbanistica e tecnica


    Nelle compravendite immobiliari capita sempre più spesso che acquirenti e banche si trovino a verificare immobili privi di agibilità o con procedure amministrative ancora in corso.

    La presenza o l’assenza della Segnalazione Certificata di Conformità Edilizia e Agibilità (SCCEA) può incidere sulla valutazione tecnica dell’immobile, sulla concessione del mutuo e sulla gestione del rogito notarile, soprattutto nei casi di immobili di nuova costruzione o soggetti a convenzioni urbanistiche.

    Prima dell’acquisto è generalmente opportuno controllare:

    • titoli edilizi;
    • conformità urbanistica;
    • stato delle opere;
    • documentazione tecnica;
    • eventuali garanzie assicurative e fideiussorie;
    • disciplina convenzionale applicabile all’intervento.


    Lo Studio Legale Contessa assiste imprese, committenti e privati in tutta Italia nelle questioni relative a compravendite immobiliari, agibilità, SCCEA, postuma decennale, appalti edilizi e contenzioso urbanistico, con particolare attenzione alla provincia di Bologna — inclusi Valsamoggia, Funo di Argelato/Funo, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Castel San Pietro — a Modena — inclusi Modena, Castelvetro, Vignola, Maranello, Formigine — e a Ferrara e provincia.

  • Società recupero crediti e telefonate insistenti: quali limiti esistono

    Recupero crediti e contatti insistenti: la tutela del debitore passa anche dalla privacy


    Nel settore del recupero crediti continuano a registrarsi contestazioni relative a telefonate ripetute, contatti frequenti e comunicazioni rivolte ai debitori da parte di società incaricate della gestione di crediti bancari o cartolarizzati.

    La materia coinvolge non soltanto il diritto del creditore al recupero del credito, ma anche la normativa in tema di protezione dei dati personali e correttezza dei trattamenti. Le modalità dei contatti, la frequenza delle chiamate e l’utilizzo dei dati del debitore devono infatti rispettare i limiti previsti dalla disciplina privacy e dai provvedimenti delle Autorità competenti.

    In presenza di posizioni debitorie cedute o cartolarizzate, è inoltre opportuno verificare la documentazione relativa alla cessione e la corretta individuazione del soggetto legittimato alla riscossione.


    Lo Studio Legale Contessa assiste clienti e imprese in tutta Italia nelle controversie relative a recupero crediti bancari, cartolarizzazione dei crediti, saldo e stralcio, tutela del debitore e problematiche connesse ai contatti delle società di recupero crediti, con particolare attenzione alla provincia di Bologna — inclusi Valsamoggia, Funo di Argelato/Funo, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Castel San Pietro — a Modena — inclusi Modena, Castelvetro, Vignola, Maranello, Formigine — e a Ferrara e provincia.

  • Conto corrente bloccato da Agenzia Entrate-Riscossione: cosa succede ai bonifici in entrata


    Conto corrente bloccato: attenzione anche ai bonifici successivi al pignoramento


    Molti contribuenti scoprono l’esistenza di cartelle o debiti fiscali soltanto quando il conto corrente viene bloccato a seguito di un pignoramento presso terzi eseguito da Agenzia Entrate-Riscossione.

    In queste situazioni sorgono spesso dubbi pratici su stipendi, incassi, bonifici in entrata e operatività del conto. La gestione delle somme presenti e degli accrediti successivi dipende dalla natura delle somme stesse, dal momento dell’accredito e dal tipo di procedura avviata.

    Può quindi essere utile verificare tempestivamente:

    • la regolarità delle notifiche;
    • l’eventuale presenza di rateizzazioni;
    • la natura delle somme vincolate;
    • i limiti di pignorabilità previsti dalla legge;
    • la corretta esecuzione della procedura da parte dell’Agente della riscossione.


    Lo Studio Legale Contessa assiste contribuenti e imprese in tutta Italia nelle questioni relative a cartelle esattoriali, pignoramenti presso terzi, blocchi dei conti correnti, fermo amministrativo e procedure Agenzia Entrate-Riscossione, con particolare attenzione alla provincia di Bologna — inclusi Valsamoggia, Funo di Argelato/Funo, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Castel San Pietro — a Modena — inclusi Modena, Castelvetro, Vignola, Maranello, Formigine — e a Ferrara e provincia.