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  • Accertamento Fiscale Italiani residenti in Irlanda

    Ricevere un accertamento fiscale per italiani residenti in Irlanda dall’Agenzia delle Entrate significa esporsi al rischio di tassazione in Italia sui redditi mondiali, sanzioni per conti correnti esteri non dichiarati e future cartelle esattoriali con possibili pignoramenti, ipoteche e fermi amministrativi. È fondamentale capire se l’Italia può davvero considerarti fiscalmente residente, come si applica la Convenzione Italia–Irlanda, se sono stati rispettati i termini di decadenza, le regole sulle notifiche all’estero e il contraddittorio obbligatorio.

    L’Avv. Mario Pio Contessa, Studio Legale Contessa, Strada Maggiore 54, Bologna, si occupa prevalentemente di accertamenti fiscali, cartelle esattoriali e debiti con il fisco, assiste gli italiani – in Italia – residenti in Irlanda nell’analisi dell’avviso di accertamento, nella verifica della residenza fiscale, nella redazione di ricorsi e istanze di sospensione, nella gestione di rottamazioni, piani di rateizzazione e, nei casi più gravi, di percorsi di esdebitazione da sovraindebitamento.

    Se vivi in Irlanda e hai ricevuto un accertamento dall’Italia o temi controlli fiscali su conti esteri, contatta subito lo Studio Legale Contessa per una valutazione personalizzata.

  • Accertamento fiscale italiano residente Regno Unito: cosa fare subito

    Sempre più italiani che vivono e lavorano nel Regno Unito ricevono avvisi di accertamento dall’Agenzia delle Entrate italiana, spesso sulla base di dati bancari esteri, mancata iscrizione all’AIRE o contestazioni su residenza fiscale e quadro RW. In gioco ci sono imposte, interessi, sanzioni pesanti e, in caso di inerzia, cartelle esattoriali, fermi, ipoteche e pignoramenti sui beni rimasti in Italia.

    Lo Studio Legale Contessa (Bologna, centro storico, Strada Maggiore 54) assiste gli italiani residenti in UK nel verificare se l’Italia possa davvero tassare i redditi esteri, nel far valere la convenzione Italia–Regno Unito, nel controllare la regolarità delle notifiche all’indirizzo AIRE e nel utilizzare strumenti come ravvedimento operoso, accertamento con adesione, rottamazioni, saldo e stralcio e procedure di sovraindebitamento per ridurre il debito e bloccare l’esecuzione.

    📩 Se vivi nel Regno Unito e hai ricevuto un accertamento o una cartella dall’Italia, contatta lo Studio Legale Contessa per una consulenza e valutazione preliminare.

  • Accertamento fiscale a un Italiano residente in Olanda

    Sempre più italiani che vivono e lavorano nei Paesi Bassi stanno ricevendo accertamenti fiscali dall’Agenzia delle Entrate italiana, sulla base dei dati bancari scambiati tramite CRS e dei controlli su conti esteri e quadro RW. In gioco ci sono imposte, interessi e sanzioni dal 3 al 15% (fino al 30% in certi casi), oltre al rischio di notifica di cartelle, fermi, ipoteche e pignoramenti se l’atto diventa definitivo.

    Lo Studio Legale Contessa (Bologna, centro storico, Strada Maggiore 54) assiste i contribuenti italiani residenti in Olanda nel verificare la corretta residenza fiscale, la validità delle notifiche all’estero, la doppia imposizione sui redditi olandesi e l’uso di strumenti come accertamento con adesione, rottamazioni, saldo e stralcio e procedure di sovraindebitamento, per ridurre il debito e bloccare le azioni esecutive.

    📩 Se hai ricevuto un avviso di accertamento mentre vivi in Olanda, contatta lo Studio Legale Contessa per una valutazione legale mirata e su misura.

    Per info: www.studiolegalecontessa.com

  • Accertamento fiscale a italiani residenti nella Repubblica Ceca: cosa fare e come difendersi

    Negli ultimi anni sempre più italiani che vivono stabilmente nella Repubblica Ceca stanno ricevendo avvisi di accertamento dall’Agenzia delle Entrate italiana: controlli incrociati, scambio automatico di informazioni e nuove regole sulla residenza fiscale possono portare a contestazioni su redditi esteri, presunta residenza ancora in Italia e, a valle, a cartelle esattoriali, intimazioni di pagamento, debito esattoriale e azioni esecutive.

    Dopo la riforma dell’art. 2 TUIR (D.Lgs. 209/2023) è considerato fiscalmente residente in Italia chi, per la maggior parte dell’anno, mantiene residenza anagrafica, domicilio (centro delle relazioni personali e familiari) o presenza fisica in Italia. L’iscrizione all’AIRE non basta da sola: occorre dimostrare con documenti concreti (lavoro, casa, famiglia, vita quotidiana in Repubblica Ceca) che il centro degli interessi vitali è davvero all’estero. A ciò si aggiunge la convenzione contro le doppie imposizioni Italia–Repubblica Ceca, che consente – se correttamente invocata – di evitare che lo stesso reddito sia tassato due volte e di ottenere il credito d’imposta per le imposte pagate in Repubblica Ceca.

    Chi riceve un avviso di accertamento, una cartella o un’intimazione di pagamento mentre vive in Repubblica Ceca deve agire entro 60 giorni: verificare la legittimità della notifica all’estero, controllare i termini di decadenza, valutare accertamento con adesione, reclamo-mediazione o ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria, chiedere la sospensione per evitare che l’accertamento si trasformi in pignoramenti esattoriali, fermi amministrativi auto, ipoteche e blocco dei conti correnti. In fase di riscossione, poi, è possibile intervenire su debito Equitalia/Agenzia Entrate Riscossione, rottamazione delle cartelle, rateizzazioni e difese contro cartelle multe bus e cartelle multe stradali.

    Lo Studio Legale Contessa, con sede a Bologna centro storico, Strada Maggiore 54, assiste i contribuenti italiani residenti in Repubblica Ceca nella verifica della residenza fiscale, nell’applicazione della convenzione Italia–Repubblica Ceca, nella difesa contro accertamenti, cartelle, intimazioni di pagamento, pignoramenti esattoriali, fermi e ipoteche, nonché nella gestione di rottamazione, rateizzazione e ristrutturazione del debito esattoriale.
    Una valutazione legale tempestiva consente potenzialmente ed in astratto di ridurre il carico fiscale, contenere le sanzioni e prevenire le forme più invasive di riscossione.

  • Accertamento fiscale per italiani residenti in Grecia: cosa rischi e come difenderti

    Sempre più cittadini italiani scelgono di trasferirsi in Grecia per motivi di lavoro o pensione agevolata. Tuttavia, se la residenza fiscale non è gestita correttamente, l’Agenzia delle Entrate può continuare a considerarti residente in Italia, notificando avvisi di accertamento con recupero di imposte, interessi e sanzioni, fino ad arrivare a cartelle esattoriali, intimazioni di pagamento, pignoramenti esattoriali e fermi amministrativi.

    La normativa recente ha ridefinito i criteri di residenza fiscale (domicilio, presenza fisica, legami personali e familiari) e impone obblighi stringenti di monitoraggio fiscale (quadro RW) per conti, immobili e investimenti detenuti in Grecia. In parallelo, la Convenzione contro le doppie imposizioni Italia–Grecia e le regole sul credito d’imposta per le imposte estere consentono, se correttamente invocate e documentate, di evitare la doppia tassazione e ridurre sensibilmente il debito.

    In pratica, tutto può partire dallo scambio di informazioni automatico fra Italia e Grecia (CRS): i dati dei conti e dei redditi esteri vengono incrociati con le dichiarazioni italiane. Da qui possono seguire lettere di compliance, richieste di chiarimenti e, in assenza di riscontro, avvisi di accertamento che, se non impugnati, sfociano in cartelle, rottamazione, debito esattoriale, azioni di riscossione coattiva (pignoramenti, fermi, ipoteche) anche su conti correnti e veicoli.

    Lo Studio Legale Contessa assiste i contribuenti che vivono in Grecia e ricevono atti dall’Italia in tutte le fasi:

    1. verifica della residenza fiscale e dei termini di decadenza degli accertamenti;

    2. difesa in giudizio davanti alle Corti di Giustizia Tributaria;

    3. gestione del debito esattoriale con Agenzia Entrate Riscossione, comprese rottamazione, rateizzazione e sospensione di pignoramenti e fermi;

    tutela da cartelle esattoriali e cartelle multe (anche T-Per, bus e multe stradali) che derivano da accertamenti fiscali non contestati in tempo.

    Se hai ricevuto un avviso di accertamento o una cartella legata ai tuoi redditi o patrimoni in Grecia, è essenziale agire entro i termini: una valutazione legale tempestiva può ridurre potenzialmente ed in astratto il debito cartelle, evitare o limitare pignoramenti esattoriali, fermi auto e comunicazioni di fermo amministrativo e individuare la soluzione più sostenibile (ricorso, adesione, rottamazione o altre procedure).

  • Cartelle esattoriali, pignoramenti e fermi auto: cosa fare subito per difenderti dal debito esattoriale

    Dalla cartella alle intimazioni di pagamento, dal fermo amministrativo auto al pignoramento esattoriale: come verificare se davvero devi pagare tutto e quali strumenti di difesa hai a disposizione.

    Hai ricevuto una cartella esattoriale, una intimazione di pagamento, una comunicazione di fermo amministrativo, un pignoramento esattoriale o un’iscrizione ipotecaria da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia) e non sai se devi pagare, se il debito è corretto o se è ormai prescritto?

    In questi casi è fondamentale agire con una verifica tecnica di:

    correttezza degli importi;

    eventuale prescrizione del debito esattoriale;

    regolarità delle notifiche e dei termini;

    possibilità di accedere a rateizzazione o rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali.

    Quali atti puoi ricevere: non sono tutti uguali

    L’attività dello Studio Legale Contessa è focalizzata proprio sulla gestione e contestazione di:

    pignoramenti esattoriali su conto corrente, stipendio o pensione;

    fermo amministrativo auto e comunicazione di preavviso di fermo;

    intimazioni di pagamento e solleciti per debito cartelle;

    cartelle esattoriali per debiti fiscali e contributivi (INPS, Agenzia Entrate, ecc.);

    debiti Equitalia / Agenzia Entrate-Riscossione accumulati negli anni;

    cartelle per multe stradali, comprese:

    cartelle multe T-Per,

    cartelle multe bus,

    cartelle per multe stradali da Codice della Strada.

    L’errore più comune è considerare questi atti tutti uguali e pensare di non avere alternative: in realtà, ogni atto (cartella, intimazione, fermo, pignoramento, ipoteca) ha regole, termini e vizi specifici che possono essere fatti valere con ricorsi e opposizioni mirate.

    Debito esattoriale, rottamazione e rateizzazione: come scegliere la strada giusta?

    A volte è opportuno contestare il debito, altre volte è più efficace negoziare:

    Ricorsi e opposizioni contro cartelle, intimazioni di pagamento, pignoramenti e fermi amministrativi;

    Valutazione dell’accesso a definizioni agevolate e rottamazione delle cartelle, spesso indicate anche come rottamazione o rottamazione quinquies nei motori di ricerca;

    Assistenza nelle richieste di rateizzazione del debito esattoriale, per diluire l’esposizione e bloccare nuove azioni esecutive;

    Verifica del cumulo di più cartelle multe (T-Per, bus, sanzioni stradali) per capire se tutti gli importi sono effettivamente dovuti.

    Ogni posizione viene esaminata con un approccio concreto e personalizzato, valutando costi, benefici e rischi delle diverse soluzioni.

    Cosa facciamo in concreto?

    1. esame tecnico di ogni cartella esattoriale e degli atti successivi (intimazioni, fermi, pignoramenti);

    2. verifica di prescrizione e decadenza dei crediti;

    3. studio dei possibili motivi di opposizione (vizi di notifica, errori sugli importi, atti già pagati o annullati);

    4. predisposizione di ricorsi ed opposizioni a pignoramenti esattoriali, fermi auto, intimazioni di pagamento e cartelle esattoriali;

    5. assistenza nella fase di rateizzazione e/o rottamazione del debito esattoriale, quando conviene aderire.

    Un’analisi tempestiva di pignoramenti esattoriali, fermi auto, intimazioni di pagamento, debiti Equitalia / Agenzia Entrate-Riscossione e cartelle multe T-Per, bus e stradali può fare la differenza tra subire il debito e gestirlo in modo consapevole e strategico.

    Per info: www.studiolegalecontessa.com

  • Vishing e Phishing: Responsabilità delle Banche e Giurisprudenza – Pubblicazione su Diritto al Risparmio

    Abbiamo parlato di Vishing e Phising sulla rivista Diritto al Risparmio

    Negli ultimi anni, il crescente utilizzo di operazioni bancarie online ha portato a un aumento delle frodi informatiche, tra cui spiccano i fenomeni di vishing e phishing. Queste tecniche di ingegneria sociale mirano a sottrarre dati personali e finanziari alle vittime attraverso email o telefonate fraudolente. Le istituzioni bancarie, quali garanti della sicurezza delle operazioni finanziarie ascrivibili ai propri clienti, sono chiamate a prevenire e contrastare queste minacce, attraverso l’adozione di misure di sicurezza avanzate, come l’autenticazione forte (Strong Customer Authentication, SCA), richiesta dalla normativa italiana ed europea. Questo articolo esamina il quadro giuridico in tema di vishing e phishing, con particolare attenzione alla responsabilità delle banche nei casi di frode e alla giurisprudenza più recente, come la Sentenza del Tribunale di Napoli del 20 marzo 2024, che ha condannato un istituto bancario al risarcimento per mancata implementazione di misure di sicurezza adeguate. L’articolo analizza inoltre l’evoluzione delle norme a tutela dei consumatori e i criteri giuridici per stabilire la responsabilità delle banche, evidenziando come, in assenza di adeguati strumenti di protezione, le banche siano tenute a risarcire le perdite subite dai clienti.

    Per info: www.studiolegalecontessa.com