Phishing bancario: il rimborso non può essere negato in automatico
Le frodi nei pagamenti digitali restano un tema attuale: la Banca d’Italia ha pubblicato nel febbraio 2026 l’aggiornamento semestrale del Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia, mentre la Relazione ABF sul 2024 conferma che phishing, spoofing, smishing e vishing continuano a occupare un’area di attenzione importante nel contenzioso bancario.
Sul piano pratico, il punto decisivo è questo: in caso di operazioni non autorizzate, il cliente può disconoscere gli addebiti e chiedere il rimborso; l’intermediario, in via generale, è tenuto a rimborsare l’importo disconosciuto entro la fine della giornata operativa successiva, salvo che riesca a dimostrare frode o colpa grave del cliente. Proprio per questo il diniego standardizzato della banca non basta: occorre verificare come è avvenuta la truffa, quali presidi di sicurezza erano attivi e se davvero il comportamento del correntista sia stato gravemente negligente.
Lo Studio Legale Contessa – Avv. Mario Pio Contessa assiste correntisti, famiglie e imprese in tutta Italia, con focus su Bologna, San Lazzaro, Casalecchio, Castel Maggiore, Valsamoggia, Modena, Vignola, Castelvetro, Maranello, Formigine, Ferrara e provincia, nei casi di phishing bancario, bonifici non autorizzati, truffe online e richieste di rimborso o risarcimento verso la banca.
