Liquidazione controllata: la via per chiudere i debiti quando il piano non basta
Non sempre il debitore sovraindebitato è in grado di proporre ai creditori un piano di rientro sostenibile. Quando il patrimonio e i redditi non consentono una ristrutturazione, il Codice della crisi offre un’altra via: la liquidazione controllata. È una procedura che, pur comportando la liquidazione dei beni, conduce all’obiettivo che più conta per il debitore: liberarsi dei debiti.
Cos’è la liquidazione controllata
La liquidazione controllata del sovraindebitato è disciplinata dagli artt. 268 e seguenti del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019). Ha sostituito la precedente liquidazione del patrimonio prevista dalla Legge n. 3/2012 e rappresenta lo strumento liquidatorio a disposizione dei soggetti non assoggettabili alle procedure concorsuali maggiori: consumatori, professionisti, piccoli imprenditori sotto le soglie, imprenditori agricoli.
Come funziona la procedura
Il debitore, con l’assistenza di un Organismo di Composizione della Crisi, presenta la domanda al tribunale. Se la domanda è ammissibile, il tribunale apre la procedura e nomina un liquidatore, che ha il compito di individuare, gestire e liquidare i beni che compongono il patrimonio del debitore, distribuendo il ricavato ai creditori secondo l’ordine delle cause di prelazione.
La procedura ha una durata definita: la legge prevede che la liquidazione si svolga per un periodo determinato, al termine del quale si apre la strada all’esdebitazione. Non tutti i beni confluiscono nella liquidazione: sono esclusi, tra l’altro, i beni e i redditi necessari al mantenimento del debitore e della sua famiglia, secondo i limiti previsti dalla legge.
Il vero obiettivo: l’esdebitazione
L’aspetto più importante per chi affronta questa procedura è che la liquidazione controllata conduce all’esdebitazione, ossia alla cancellazione dei debiti residui non soddisfatti. Il debitore persona fisica, se meritevole, ottiene la liberazione dai debiti rimasti insoddisfatti al termine della procedura, potendo così ripartire senza il peso delle esposizioni pregresse.
Il Codice della crisi ha valorizzato in modo particolare la funzione dell’esdebitazione, considerandola non un beneficio eccezionale ma il naturale approdo del sistema, in coerenza con il principio della cosiddetta seconda opportunità (fresh start) di matrice europea.
Il requisito della meritevolezza
L’accesso ai benefici presuppone la meritevolezza del debitore. La procedura non è accessibile a chi abbia determinato o aggravato la propria situazione debitoria con dolo o colpa grave, o abbia compiuto atti in frode ai creditori. La valutazione della condotta del debitore è quindi un profilo centrale, da esaminare con attenzione prima di intraprendere il percorso.
Cosa valutare prima di scegliere questa strada
- La reale consistenza del patrimonio e dei redditi disponibili
- La sostenibilità di eventuali alternative, come il piano del consumatore o il concordato minore
- La meritevolezza della condotta, decisiva ai fini dell’esdebitazione
- La presenza di beni esclusi dalla liquidazione
- Le procedure esecutive in corso, che l’apertura della liquidazione controllata è destinata a superare
Conclusione
Lo Studio Legale Contessa, con l’Avv. Mario Pio Contessa, assiste privati, famiglie e imprese in tutta Italia nelle procedure di sovraindebitamento, liquidazione controllata, esdebitazione e crisi d’impresa, con particolare attenzione alla provincia di Bologna — inclusi Valsamoggia, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Castel San Pietro Terme, San Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno, Imola — alla provincia di Modena — inclusi Vignola, Castelvetro di Modena, Formigine, Maranello, Ravarino — e alla provincia di Ferrara — inclusi Cento, Argenta, Comacchio e l’intero territorio provinciale.
