Le riserve nell’appalto: lo strumento con cui l’impresa non perde i propri crediti
Nei contenziosi edilizi accade spesso che l’impresa maturi crediti per maggiori oneri, varianti, sospensioni o ritardi imputabili alla committenza, ma poi non riesca a farli valere perché non li ha formalizzati nei tempi e nei modi corretti. Lo strumento tecnico che presidia questi crediti è la riserva.
Cos’è la riserva
La riserva è la contestazione che l’appaltatore formula, e formalizza nei documenti contabili dell’appalto, quando ritiene di avere diritto a compensi o riconoscimenti ulteriori rispetto a quanto la committenza intende corrispondere, oppure quando intende contestare circostanze incidenti sull’esecuzione. La sua funzione è duplice: rendere tempestivamente noto il dissenso e conservare il diritto a farlo valere in seguito.
Perché è decisiva la tempestività
Il principio cardine è che la riserva deve essere iscritta tempestivamente, nel primo atto contabile utile successivo al fatto che la genera, e poi confermata ed esplicitata. La ratio è chiara: la committenza deve poter conoscere per tempo l’esistenza e l’entità della pretesa, così da valutarla e, se del caso, rideterminare le proprie scelte. Una riserva tardiva, generica o non quantificata rischia di essere considerata inefficace, con conseguente decadenza dal diritto ai maggiori compensi.
Questo meccanismo, tipico e rigoroso negli appalti pubblici, riflette un’esigenza di correttezza e trasparenza che rileva, con i dovuti adattamenti, anche nei rapporti privati, dove la disciplina è rimessa in primo luogo al contratto. (La disciplina puntuale delle riserve e i relativi termini di decadenza vanno verificati in relazione alla natura pubblica o privata dell’appalto e alle previsioni contrattuali applicabili.)
Gli elementi di una riserva efficace
Una riserva ben formulata richiede, di regola:
- la tempestività dell’iscrizione rispetto al fatto generatore
- l’indicazione specifica delle ragioni della contestazione
- la quantificazione economica della pretesa
- la conferma e l’esplicazione nei successivi atti contabili
- il coordinamento con la documentazione tecnica di cantiere a supporto
Il collegamento con la documentazione di cantiere
La riserva non vive da sola: la sua fondatezza si dimostra con la documentazione che la accompagna — verbali, ordini di servizio, corrispondenza, stati di avanzamento, rilievi fotografici. È l’insieme coerente di riserva tempestiva e supporto documentale a rendere il credito difendibile in sede stragiudiziale e, se necessario, giudiziale.
Cosa verificare in corso d’opera
- Se il contratto disciplina modalità e termini per le contestazioni economiche
- Se ogni maggiore onere è stato tempestivamente formalizzato
- Se le riserve sono state quantificate e confermate
- Se esiste documentazione idonea a sostenerne il fondamento
- Se i termini di decadenza eventualmente previsti sono stati rispettati
Conclusione
Lo Studio Legale Contessa, con l’Avv. Mario Pio Contessa, assiste imprese, appaltatori e committenti in tutta Italia nelle controversie relative ad appalti edilizi, riserve, maggiori compensi, varianti e recupero crediti in edilizia, con particolare attenzione alla provincia di Bologna — inclusi Valsamoggia, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Castel San Pietro Terme, San Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno, Imola — alla provincia di Modena — inclusi Vignola, Castelvetro di Modena, Formigine, Maranello, Ravarino — e alla provincia di Ferrara — inclusi Cento, Argenta, Comacchio e l’intero territorio provinciale.
