Vittima di truffa o frode bancaria: cosa fare immediatamente

Se ti hanno sottratto denaro dal conto o utilizzato indebitamente la tua carta, la prima reazione è spesso il panico.

Bonifici mai autorizzati.
Pagamenti sconosciuti.
Accessi sospetti.

Ma la tempestività è decisiva.

Nelle operazioni non autorizzate, la legge prevede specifiche tutele a favore del cliente.

Sapere come muoversi nelle prime ore può fare la differenza tra recuperare le somme o perderle definitivamente.

Primo passo: bloccare lo strumento di pagamento

In caso di:

furto o smarrimento carta

clonazione

phishing

smishing

vishing

accesso abusivo al conto

Occorre immediatamente:

contattare la banca

bloccare carte e home banking

richiedere numero di protocollo della segnalazione

Ogni ritardo può essere contestato dall’istituto come comportamento imprudente.

Denuncia alle autorità

È opportuno presentare denuncia presso:

Polizia Postale

Carabinieri

Questura

La denuncia deve essere dettagliata, indicando:

data e ora dell’operazione

modalità della truffa

eventuali comunicazioni ricevute

screenshot e documentazione

La denuncia non serve solo ai fini penali: è fondamentale nel confronto con la banca.

Reclamo formale alla banca

Dopo il blocco, va inviato un reclamo scritto all’istituto.

Per i servizi di pagamento, la banca deve rispondere entro 15 giorni lavorativi.

Nel reclamo occorre:

contestare formalmente l’operazione

dichiarare la non autorizzazione

chiedere il rimborso ai sensi della normativa sui servizi di pagamento

La banca non può limitarsi a dire “lei ha inserito il codice”: deve dimostrare la colpa grave del cliente.

Se la banca rifiuta il rimborso

Se la risposta è negativa o insoddisfacente, esistono due strade principali.

1️⃣ Ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF)

L’ABF è un organismo indipendente che decide le controversie tra cliente e banca.

È necessario aver prima presentato reclamo.

Il procedimento è:

online

relativamente rapido

meno costoso di una causa

Molti casi di phishing si risolvono proprio in questa sede.

2️⃣ Azione giudiziaria

Se il danno è rilevante o la questione è complessa, si può agire davanti al Tribunale.

La normativa di riferimento (D.Lgs. 11/2010, recepimento PSD2) prevede:

rimborso immediato salvo prova di colpa grave

onere della prova a carico della banca

La giurisprudenza recente tende a tutelare il cliente quando la frode è sofisticata (spoofing, clonazione numeri, siti clone).

Esposto alla Banca d’Italia

È possibile inviare un esposto alla Banca d’Italia.

Attenzione:
Non è un giudice e non decide il rimborso, ma sollecita l’intermediario a fornire risposta chiara e motivata.

Può essere utile come passaggio intermedio.

Errori da evitare

❌ Attendere giorni prima di segnalare
❌ Cancellare prove
❌ Accettare risposte generiche
❌ Non formalizzare il reclamo
❌ Confondere denuncia penale con richiesta di rimborso

Quando il rimborso è dovuto

In linea generale, la banca deve rimborsare se:

l’operazione non è autorizzata

non dimostra colpa grave del cliente

i sistemi di sicurezza non erano adeguati

La semplice digitazione di un codice non equivale automaticamente a responsabilità del cliente.

Ogni caso va analizzato in modo tecnico.

Studio Legale Contessa – Avv. Mario Pio Contessa

Strada Maggiore 54 – 40125 Bologna

Lo Studio assiste in:

truffe bancarie e phishing

contestazione operazioni non autorizzate

ricorsi ABF

azioni giudiziarie contro istituti di credito

responsabilità per violazione obblighi di sicurezza (PSD2)

Se sei vittima di una frode bancaria, intervenire rapidamente aumenta le possibilità di recupero.

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