L’intimazione di pagamento è uno degli atti che più spaventano il contribuente, e non a torto. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione la notifica prima di iniziare l’espropriazione forzata quando sia trascorso più di un anno dalla cartella di pagamento. In altri termini, l’intimazione è spesso il segnale che la riscossione sta per passare dalla fase amministrativa a quella esecutiva.
Ma proprio perché è un atto “di passaggio” decisivo, va controllato con rigore. Occorre verificare se la cartella originaria sia stata regolarmente notificata, se il credito sia ancora esigibile, se vi siano vizi formali o decadenze e se gli importi intimati coincidano davvero con quanto dovuto. Molti contribuenti, per paura, pagano subito; altri, al contrario, ignorano l’atto. Entrambe le scelte possono essere sbagliate. La domanda corretta è una sola: questa intimazione è giuridicamente regolare oppure no?
Se l’intimazione è fondata, occorre capire se sia opportuno pagare, rateizzare o trattare. Se invece emergono vizi, è possibile impostare una difesa tecnica per evitare che la procedura prosegua verso pignoramenti su conto corrente, stipendio o crediti verso terzi.
Lo Studio Legale Contessa – Avv. Mario Pio Contessa assiste i contribuenti cui sono stati notificati atti esattoriali.
Lo Studio Legale Contessa – Avv. Mario Pio Contessa opera in tutta Italia con particolare riferimento a Bologna, provincia di Bologna, Modena, Vignola e Castelvetro di Modena, il consiglio operativo è di far esaminare subito l’atto a un professionista.
