Come difendersi dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione prima di fermo, ipoteca e pignoramento
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione è il soggetto pubblico che, dal 1° luglio 2017, ha sostituito Equitalia ed esercita la riscossione dei crediti degli enti impositori. Quando il contribuente non paga nei termini una cartella o altro atto esecutivo, l’Agente della riscossione può attivare procedure cautelari ed esecutive. Per questo motivo, quando arriva un atto, non bisogna mai restare fermi: bisogna capire subito che cosa è stato notificato, chi chiede davvero il pagamento e quali rimedi sono ancora aperti.
La regola pratica è semplice: non tutto ciò che arriva da AdER va gestito nello stesso modo. Dopo la notifica della cartella di pagamento, se entro 60 giorni non si paga e non si ottiene una sospensione, possono iniziare il fermo amministrativo, l’ipoteca o il pignoramento. L’ipoteca, in particolare, può essere iscritta per debiti non inferiori a 20.000 euro; prima del fermo e dell’ipoteca il debitore riceve una comunicazione preventiva.
Quali atti bisogna controllare subito
Gli atti più frequenti sono la cartella di pagamento, l’avviso di intimazione, il preavviso di fermo, il fermo amministrativo, l’iscrizione ipotecaria e gli atti di pignoramento. L’avviso di intimazione è particolarmente delicato perché, dopo la sua notifica, il debitore ha solo 5 giorni per pagare prima dell’avvio dell’esecuzione.
È essenziale poi distinguere i vizi del credito dai vizi dell’attività di riscossione. Se il problema riguarda, per esempio, prescrizione, sgravio, pagamento già eseguito, inesistenza del debito o errore dell’ente impositore, la contestazione va costruita contro il creditore sostanziale. Se invece il vizio riguarda la notifica, l’attività esecutiva o altri profili propri dell’Agente della riscossione, il ricorso riguarda AdER. Lo chiarisce la stessa Agenzia delle Entrate nelle istruzioni ufficiali.
Cosa fare appena ricevi una cartella o un’intimazione
Il primo passo è verificare la notifica. Una cartella notificata in modo irregolare può essere contestata; lo stesso vale per atti privi di chiarezza sul debito richiesto o su presupposti già superati. Il secondo passo è controllare la natura del credito: imposte, contributi, multe, tributi locali e altre entrate seguono regole diverse, anche sul piano del giudice competente e dei termini.
Il terzo passo è verificare se esistano i presupposti per la sospensione legale della riscossione. La legge consente di presentare apposita dichiarazione ad AdER entro 60 giorni dalla notifica della cartella o del primo atto della riscossione quando, ad esempio, il debito è già stato pagato, è stato annullato dall’ente creditore, è colpito da prescrizione o decadenza maturata prima del ruolo, oppure è sospeso da un provvedimento amministrativo o giudiziale.
Il quarto passo è decidere se contestare l’atto oppure gestire il debito con strumenti di protezione, come la rateizzazione. Il vero errore, nella pratica, è aspettare. Più passa il tempo, più il contribuente si avvicina al momento in cui il debito esce dalla fase “cartacea” ed entra nella fase aggressiva della riscossione.
Quando la rateizzazione può salvare il patrimonio
Se il debito è dovuto ma il contribuente non riesce a pagarlo in un’unica soluzione, la rateizzazione è spesso la difesa più concreta. Dal 1° gennaio 2025, per le richieste presentate negli anni 2025 e 2026, per importi fino a 120.000 euro è possibile ottenere, su semplice richiesta, fino a 84 rate mensili; nei casi documentati si può arrivare a un piano tra 85 e 120 rate mensili. La rata minima, nei piani su semplice richiesta, è pari a 50 euro.
La rateizzazione non è un dettaglio amministrativo: è spesso ciò che evita il fermo del veicolo, l’ipoteca o il pignoramento del conto. Inoltre, per i debiti legati a fermo amministrativo, il pagamento integrale del debito rateizzato consente la cancellazione del fermo; in presenza dei presupposti di legge, il piano può anche impedire l’escalation della riscossione.
Quando è possibile ottenere annullamento o sospensione
Il contribuente può chiedere annullamento, rettifica o sospensione quando la pretesa è infondata oppure quando esistono atti o fatti sopravvenuti incompatibili con la riscossione. Le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate ricordano che, se il ricorso è proposto, si può chiedere la sospensione in via amministrativa o giudiziale; se la sospensione viene concessa e poi il ricorso viene rigettato, maturano però gli interessi nel periodo di sospensione. Per questo la strategia va costruita bene, non improvvisata.
In concreto, non sempre la soluzione migliore è il ricorso. A volte il vero interesse del contribuente è bloccare subito il rischio esecutivo, ottenere il tempo necessario e poi verificare con precisione prescrizione, sgravio, notifica, duplicazioni o vizi dell’atto. In altri casi, invece, è necessario impugnare senza indugio. La differenza la fa l’analisi tecnica iniziale.
Perché serve una difesa tecnica immediata
Difendersi dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione non significa soltanto “fare ricorso”. Significa soprattutto leggere correttamente l’atto, distinguere il giudice competente, scegliere il rimedio giusto e farlo nei tempi corretti. Una cartella, un’intimazione o un preavviso di fermo gestiti male possono trasformarsi molto rapidamente in fermo, ipoteca o pignoramento.
Lo Studio Legale Contessa – Avv. Mario Pio Contessa assiste contribuenti, professionisti e imprese nella difesa contro Agenzia delle Entrate-Riscossione, cartelle esattoriali, intimazioni, fermi amministrativi, iscrizioni ipotecarie e pignoramenti, con assistenza operativa a Bologna, provincia di Bologna, San Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno, Imola, Castel Maggiore, Budrio, Pianoro, Zola Predosa e Modena.
Conclusione
Quando arriva un atto di riscossione, il problema non è solo il debito.
Il problema vero è quanto tempo resta prima che il patrimonio venga aggredito. Per questo la difesa efficace nasce da una verifica immediata di notifica, termini, vizi del credito, sospensione e rateizzazione. Muoversi bene, e subito, spesso cambia completamente l’esito della vicenda.
