Come difendersi dalle cartelle esattoriali prima di fermo, ipoteca o pignoramento

Ricevere una cartella esattoriale non significa dover pagare automaticamente tutto quanto richiesto senza alcuna verifica. La cartella è l’atto con cui l’Agente della riscossione richiede somme già iscritte a ruolo; se il pagamento non avviene entro 60 giorni dalla notifica, possono iniziare le misure cautelari ed esecutive. Tra queste rientrano il fermo amministrativo, l’ipoteca — che può essere iscritta in presenza di debiti non inferiori a 20.000 euro — e il pignoramento. Per questo motivo, i primi giorni dopo la notifica sono decisivi.

La prima difesa è sempre il controllo tecnico dell’atto. Occorre verificare con precisione chi sia l’ente creditore, quale sia l’origine del debito, se vi siano già stati pagamenti, sgravi, sospensioni o duplicazioni, e se la notifica sia stata correttamente eseguita. Va poi distinta la natura del credito: per gli atti devoluti alla giustizia tributaria, il ricorso va proposto, in via ordinaria, entro 60 giorni dalla notifica; per contributi previdenziali e sanzioni del Codice della strada, invece, rito, giudice competente e termini cambiano e devono essere esaminati caso per caso.

Quando il debito non è dovuto, oppure non è più esigibile, esiste uno strumento molto incisivo: la sospensione legale della riscossione. Può essere attivata, entro 60 giorni dalla notifica della cartella o del primo atto della riscossione, ad esempio quando il debito è già stato pagato, è stato annullato dall’ente creditore, è colpito da prescrizione o decadenza maturata prima della formazione del ruolo, oppure è già sospeso da un provvedimento amministrativo o giudiziale. L’Agente della riscossione trasmette l’istanza all’ente creditore e, se non arriva risposta entro 220 giorni, la legge prevede l’annullamento del debito, salve le eccezioni previste dalla disciplina speciale.

Se invece il debito è corretto ma non sostenibile nell’immediato, la strada può essere la rateizzazione. Dal 1° gennaio 2025 la disciplina è stata ampliata: per le richieste presentate nel 2025 e nel 2026, per debiti fino a 120.000 euro è possibile chiedere su semplice domanda fino a 84 rate mensili; nei casi documentati, per gli stessi anni, si può arrivare da 85 a 120 rate mensili. Questa leva è spesso fondamentale perché consente di bloccare l’escalation verso fermo, ipoteca o pignoramento e di riportare il debito entro un perimetro finanziariamente gestibile.

La vera differenza, però, la fa la strategia. Non tutte le cartelle vanno impugnate, ma nemmeno tutte vanno pagate senza controllo. Ci sono cartelle da contestare per vizi di notifica, errori di calcolo, somme già pagate, sgravi non recepiti, prescrizione o mancata corrispondenza tra ruolo e posizione reale del contribuente. In altri casi, la soluzione migliore è una rateizzazione immediata, magari affiancata da un’istanza di sospensione o da una verifica documentale puntuale con l’ente creditore. L’errore più grave è restare fermi: dopo la notifica, il tempo lavora contro il contribuente.

Lo Studio Legale Contessa – Avv. Mario Pio Contessa assiste contribuenti, famiglie, professionisti e imprese in materia di cartelle esattoriali, intimazioni di pagamento, pignoramenti esattoriali, preavvisi di fermo, fermi amministrativi, iscrizioni ipotecarie, debiti tributari e difesa dinanzi all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, con operatività a Bologna, provincia di Bologna, San Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno, Imola, Castel Maggiore, Budrio, Pianoro, Zola Predosa e Modena.

Cosa fare subito se ricevi una cartella esattoriale

Controlla immediatamente la data di notifica.
Verifica se il debito sia davvero tuo e se l’importo sia corretto.
Accerta se vi siano prescrizione, pagamenti già eseguiti o sgravi.
Valuta subito se proporre ricorso, chiedere sospensione o rateizzazione.

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