Quando il debito non è più sostenibile, non sempre la risposta è una nuova rateizzazione. In molti casi la vera svolta sta nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, che consente anche al debitore non fallibile di accedere a strumenti di regolazione della crisi.
Tra questi c’è la liquidazione controllata, che il debitore in stato di sovraindebitamento può chiedere con ricorso al tribunale competente; per le procedure di liquidazione controllata, inoltre, l’esdebitazione opera a seguito del provvedimento di chiusura oppure, in certi casi, anche decorso il termine di tre anni dall’apertura.
Questo non significa “cancellazione automatica di ogni debito”.
Significa, piuttosto, che esiste una procedura seria, giudiziale, con regole precise, nella quale il patrimonio viene gestito in modo ordinato e, all’esito, il debitore meritevole può ottenere la liberazione dai debiti residui non soddisfatti, nei limiti di legge. Il percorso passa normalmente attraverso un OCC – Organismo di composizione della crisi, istituto previsto e registrato dal Ministero della Giustizia.
Per chi è travolto da debiti bancari, cartelle esattoriali, finanziamenti, esposizioni personali o familiari, l’esdebitazione potrebbe appalesarsi come una strada tecnica plausibile e concreta
Studio Legale Contessa – Avv. Mario Pio Contessa valuta anche a Bologna, Modena, Vignola e Castelvetro di Modena se vi siano i presupposti per una procedura di liquidazione controllata o per altri strumenti di composizione della crisi.
