La plusvalenza Superbonus 110% è una delle novità fiscali più insidiose per chi ha ristrutturato casa e oggi pensa di vendere.
Dal 2024, la vendita di un immobile oggetto di Superbonus 110% può generare una tassazione inattesa, anche se il proprietario non ha incassato alcun beneficio diretto.
Il rischio è concreto: basta vendere entro 10 anni dalla fine dei lavori perché l’Agenzia delle Entrate possa contestare una plusvalenza Superbonus 110% tassabile.
La situazione è particolarmente delicata nei condomìni:
sono sufficienti lavori sulle parti comuni;
non rileva se la detrazione è stata usata o ceduta;
conta che si tratti della prima cessione a titolo oneroso.
Molti proprietari scoprono il problema solo dopo il rogito, quando ormai è troppo tardi.
Quando NON si paga la plusvalenza Superbonus 110%
La legge prevede però importanti difese, tra cui:
immobile adibito ad abitazione principale;
acquisto per successione;
vendita oltre i termini previsti;
errori nel calcolo o nella qualificazione fiscale.
Perché serve un avvocato esperto in Superbonus a Bologna
Ogni caso va analizzato prima della vendita, verificando documenti edilizi, date di fine lavori e struttura dell’operazione.
Un errore può costare decine di migliaia di euro di imposte.
