Rateizzare le cartelle esattoriali: regole, soglie e rischi di decadenza

Di fronte a un carico di cartelle esattoriali non sostenibile in un’unica soluzione, la rateizzazione è spesso lo strumento più immediato per riprendere il controllo della propria posizione debitoria. Conoscerne le regole, però, è essenziale: un piano gestito male può decadere e riaprire le porte alle azioni esecutive.

La disciplina della dilazione

La rateizzazione delle somme iscritte a ruolo è disciplinata dall’art. 19 del D.P.R. n. 602/1973. La norma consente al contribuente che versa in una situazione di temporanea difficoltà di ottenere la ripartizione del pagamento in rate.

Occorre segnalare che le soglie di importo, il numero massimo di rate e i presupposti per la dilazione sono stati oggetto di numerosi interventi normativi negli anni, da ultimo nell’ambito della riforma della riscossione. Le condizioni concretamente applicabili vanno quindi verificate con riferimento alla normativa vigente al momento della domanda e all’importo del debito. (Riferimento da verificare in concreto: la disciplina di dettaglio su soglie e numero di rate è mutata nel tempo e va confermata alla data della domanda.)

La distinzione tra dilazione ordinaria e documentata

In linea generale, per i debiti fino a una determinata soglia la dilazione può essere concessa su semplice richiesta, senza necessità di documentare la situazione di difficoltà. Al di sopra di quella soglia, invece, il contribuente deve documentare lo stato di temporanea difficoltà economica, secondo i parametri previsti dalla normativa e dai provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Il nodo critico: la decadenza dal piano

Il profilo più delicato riguarda la decadenza. Il mancato pagamento di un certo numero di rate, anche non consecutive, comporta la decadenza dal beneficio della dilazione. La conseguenza è rilevante: l’intero debito residuo torna immediatamente esigibile in un’unica soluzione e riprendono le azioni cautelari ed esecutive.

Il numero di rate il cui mancato pagamento determina la decadenza è stato anch’esso modificato nel tempo: è quindi fondamentale verificare la soglia applicabile al proprio piano. (Riferimento da verificare: la soglia di rate impagate rilevante ai fini della decadenza è variata a seguito delle riforme; va controllata sul piano specifico.)

Cosa verificare prima e durante la rateizzazione

  • Se le cartelle sottostanti sono state regolarmente notificate e non sono prescritte
  • Quale disciplina di dilazione è applicabile in base all’importo e alla data della domanda
  • Se conviene richiedere la dilazione ordinaria o quella documentata
  • Quale sia esattamente la soglia di rate impagate che determina la decadenza
  • Se la presentazione della domanda di dilazione sospende le azioni esecutive in corso

Un punto di attenzione strategico

La domanda di rateizzazione comporta, di regola, il riconoscimento del debito. Prima di presentarla è opportuno valutare se esistano vizi delle cartelle presupposte — di notifica, di prescrizione, di merito — che potrebbero essere fatti valere in sede di opposizione. Rateizzare e contestare sono due strade che vanno ponderate con attenzione, perché la prima può incidere sulla seconda.

Conclusione

Lo Studio Legale Contessa, con l’Avv. Mario Pio Contessa, assiste privati e imprese in tutta Italia nelle questioni relative a rateizzazione delle cartelle, definizioni agevolate, opposizione agli atti della riscossione e procedure Agenzia delle Entrate-Riscossione, con particolare attenzione alla provincia di Bologna — inclusi Valsamoggia, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Castel San Pietro Terme, San Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno, Imola — alla provincia di Modena — inclusi Vignola, Castelvetro di Modena, Formigine, Maranello, Ravarino — e alla provincia di Ferrara — inclusi Cento, Argenta, Comacchio e l’intero territorio provinciale.

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