Il G.I.P. del Tribunale di Velletri ha respinto la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura in un procedimento per truffa aggravata ex art. 640 c.p., disponendo la prosecuzione delle indagini preliminari e ordinando approfondite verifiche bancarie.
Il provvedimento nasce dall’opposizione della persona offesa promossa dallo Studio Legale Contessa, che ha contestato la lacunosità delle indagini svolte, ritenute dal Giudice carenti e incomplete, soprattutto con riferimento alla ricostruzione dei flussi finanziari.
Secondo il GIP, prima di qualsiasi archiviazione è necessario chiarire:
1. con quali documenti sia stato aperto il conto corrente su cui sono confluite le somme sottratte;
2. la lista completa dei movimenti bancari nel periodo rilevante;
3. l’identità dei beneficiari finali delle operazioni in uscita;
4. le eventuali connessioni dell’indagata con altri soggetti tramite bonifici, carte o strumenti informatici.
La decisione valorizza il ruolo centrale delle indagini bancarie nei reati di phishing, vishing e frode informatica, ribadendo che l’accertamento può estendersi anche a conti formalmente intestati a terzi, quando vi siano indizi di una disponibilità di fatto.
Il procedimento prosegue ora con un termine di 90 giorni assegnato alla Procura per completare le investigazioni, evitando archiviazioni premature in fattispecie di truffa bancaria complessa.
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