Fermo amministrativo auto: non sempre è inevitabile
Il fermo amministrativo è una misura cautelare molto temuta perché incide subito sulla vita quotidiana e, spesso, sul lavoro. Prima dell’iscrizione del fermo, però, il contribuente deve ricevere un preavviso, con un termine di 30 giorni per pagare, rateizzare oppure far valere ragioni ostative. Nella prassi AdeR, decorso quel termine senza esito, l’agente della riscossione può iscrivere il fermo sul veicolo.
Non tutti sanno che il preavviso di fermo può e deve essere analizzato subito. Se il veicolo è bene strumentale all’attività professionale o d’impresa, il contribuente può chiedere l’annullamento del preavviso entro 30 giorni, utilizzando la modulistica specifica prevista da AdeR. Lo stesso vale per particolari situazioni tutelate dalla legge, come i veicoli destinati a persone con disabilità.
Sul piano pratico, le vie principali sono tre: contestare il preavviso o il fermo per vizi degli atti presupposti; ottenere una sospensione amministrativa dimostrando che il debito è già estinto, sospeso o non dovuto; oppure bloccare l’iscrizione tramite rateizzazione. AdeR chiarisce inoltre che il fermo viene cancellato dopo il pagamento integrale del debito collegato e che, in presenza di dilazione, il preavviso può essere sospeso secondo la disciplina applicabile.
Chi riceve un preavviso di fermo non dovrebbe mai ignorarlo. È proprio in quei 30 giorni che si gioca la parte più importante della difesa.
Lo Studio Legale Contessa – Avv Mario Pio Contessa – assiste privati e imprese e società avverso che hanno subito preavvisi di fermo sui propri mezzi di lavoro o di fermo.
