Multe TPER non pagate a Bologna: quando il verbale può trasformarsi in un problema esattoriale 

Molti utenti del trasporto pubblico sottovalutano le conseguenze di una multa TPER non pagata.

Eppure, a Bologna, viaggiare senza un valido titolo di viaggio espone a una sanzione standard di euro 153,50, ridotta a euro 115,00 se pagata entro 5 giorni; in caso di mancato pagamento, la sanzione può arrivare fino a euro 460,00, oltre alle spese di notifica e al costo del titolo di viaggio.

Sul piano normativo, la disciplina regionale impone all’utente di munirsi di valido titolo di viaggio, convalidarlo, conservarlo per tutta la durata del percorso ed esibirlo agli agenti accertatori. La violazione comporta il pagamento della corsa semplice e una sanzione amministrativa parametrata alla tariffa della prima zona tariffaria; la normativa regionale prevede anche il pagamento immediato in misura minima oppure nei 5 giorni successivi.

Chi ritiene ingiusto il verbale non deve restare fermo. Per le sanzioni ricevute sui bus TPER, è possibile presentare scritti difensivi entro 30 giorni dalla contestazione o dalla notificazione del verbale. Occorre però ricordare un punto decisivo: il pagamento della sanzione chiude il procedimento e non consente più il ricorso. Inoltre, gli scritti difensivi non sospendono automaticamente i termini di pagamento.

Il vero rischio nasce quando il verbale resta insoluto. In questi casi, il procedimento può evolvere verso l’ordinanza-ingiunzione e, se l’inadempimento persiste, verso la riscossione coattiva. La guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione ricorda che la cartella o l’atto della riscossione contiene l’intimazione a pagare entro 60 giorni; decorso tale termine, in assenza di pagamento o sospensione, possono essere avviate azioni cautelari ed esecutive.

Tradotto in termini pratici, il debitore può arrivare a subire un preavviso di fermo amministrativo sul veicolo, con 30 giorni per chiedere l’annullamento nei casi previsti, e persino il pignoramento presso terzi, compreso il pignoramento di somme sul conto corrente. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione indica infatti tra le procedure esecutive anche il pignoramento dei conti correnti, con i limiti di legge previsti per stipendi e salari.

Per questo motivo, parlare genericamente di “multa TPER” è fuorviante: se non gestita in tempo, una sanzione per viaggio senza biglietto può diventare un debito da riscossione capace di incidere concretamente su conto corrente, veicolo e patrimonio. La difesa va impostata subito, verificando la regolarità del verbale, la correttezza della notifica, i termini, l’eventuale prescrizione e la legittimità degli atti successivi.

Studio Legale Contessa – Avv. Mario Pio Contessa assiste i contribuenti anche nelle controversie relative a verbali TPER, ordinanze-ingiunzione, riscossione coattiva, preavvisi di fermo e pignoramenti esattoriali. Ogni posizione va esaminata in concreto, con attenzione ai termini di difesa e alle possibili soluzioni per bloccare o ridurre gli effetti della riscossione.

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