Mutuo usurario: perché non basta guardare la rata

Quando si parla di mutuo usurario, il primo errore è pensare che basti confrontare “a occhio” il tasso indicato nel contratto con la rata mensile. La verifica dell’usura è tecnica e si inserisce nel quadro della Legge n. 108/1996, che collega il limite usurario ai tassi effettivi globali medi rilevati periodicamente e pubblicati con i cosiddetti “decreti tassi”. La Banca d’Italia pubblica e aggiorna i TEGM e le relative istruzioni tecniche, mentre il MEF emana i decreti trimestrali di riferimento.

Sul piano civilistico, il riferimento fondamentale resta l’art. 1815, comma 2, c.c., letto insieme al D.L. 394/2000, secondo cui sono usurari gli interessi che superano il limite di legge nel momento in cui sono promessi o comunque convenuti, indipendentemente dal momento del pagamento. Questo vuol dire che la verifica si fa sul contratto e sulle condizioni pattuite, non solo su ciò che la banca abbia poi effettivamente incassato.

In concreto, chi sospetta un mutuo usurario deve far analizzare il contratto, il piano di ammortamento, i tassi applicati, le spese e la documentazione bancaria. Non ogni mutuo contestato è usurario; ma non ogni mutuo firmato è intoccabile. La verifica corretta è numerica, documentale e giuridica insieme.


Parlare di usura senza perizia e senza analisi del contratto non è corretto: la tutela seria parte da una verifica tecnica vera.

Per info: Studio Legale Contessa – Avv Mario Pio Contessa

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